Wednesday, April 25, 2012
VENTICINQUEAPRILEDUEMILADODICI
RINGRAZIARE,ALMENO PER UN'ISTANTE,L'IDEA DI ESSERE LIBERI,GRAZIE A QUALCUNO MORTO CON CORAGGIO E ALTRUISMO, PER QUEST'IDEALE UNIVERSALE.COSì SCONTATO,ORA,MA COSì DIFFICILMENTE E DOLOROSAMENTE GUADAGNATO.ASCOLTARE QUESTA CONSAPEVOLEZZA.INTERIORIZZARE QUESTO POTERE.RISPETTARE QUESTA GRATITUDINE. ANALIZZARE IL NOSTRO POTERE DI CAMBIARE LA STORIA,OGGI.AGIRE..
Monday, January 2, 2012
DUEMILADODICI
il Gianca come obiettivo del duemiladodici persegue lo stesso di sempre. Diventare, gradino dopo gradino, un essere umano, che sia altrettanto ESSERE che UMANO. Fatto questo, tutte le cose chel restano, il lavoro, le scelte di stile di vita, le idee, le passioni, le prerogative e le conquiste saranno le famose ciliegine sulla torta. Ma lui lavora affinchè, a prescindere da quante e quali saranno queste ciliegine, la torta sia comunque buona, da mangiare..
Sono un copertone!..il mio destino è di consumarmi, la strada non lascerà niente di me..però, caspita, che sgommate!!! :)
E poi questo duemiladodici mi sembra iniziato nel migliore dei modi..perchè c'è fermento! Perchè le cose non vanno e la gente lo nota, finalmente. Da tempo dico che cambierei con piacere il mio sguardo di animale solitario rispetto ad un gregge d'incoscienza con un ruolo da mediocre in un mondo di realizzati, perchè ci sarebbero vibrazioni positive, perchè ci sarebbe un mondo che mi sogno di notte..o sarebbe quantomeno più vicino..Eppure, mi sembra che qualcosa si muova, che come sempre le condizioni peggiori rendano lucidi, per un attimo. Perchè ci accorgiamo che l'essenza del mondo nè appare ne ha, ma semplicemente è! Il minimalismo che pratico da tempo, le scelte esperienziali e non accumulative, la coscienza che nella vita bisogna viaggiare leggeri e soprattutto viaggiare tanto, le idee nuove e strampalate di un anima mundi che davvero sotto c è..ora le vedo di più, negli occhi di chi s'indigna, di chi non si arrende, di chi crede che se così non và cè una strada nuova da scavare, e nella nostra mano cè già una vanga. Queste condizioni, così arrivate dall'alto del "benpensantesimo maleagentsimo" ci fanno crescere braccia forti..pronte a sostenere il peso dei mucchi terra da rimestare per il cambiamento che vogliamo. Io la mia zolla l'ho scavata di già..Buon inizio!
Sono un copertone!..il mio destino è di consumarmi, la strada non lascerà niente di me..però, caspita, che sgommate!!! :)
E poi questo duemiladodici mi sembra iniziato nel migliore dei modi..perchè c'è fermento! Perchè le cose non vanno e la gente lo nota, finalmente. Da tempo dico che cambierei con piacere il mio sguardo di animale solitario rispetto ad un gregge d'incoscienza con un ruolo da mediocre in un mondo di realizzati, perchè ci sarebbero vibrazioni positive, perchè ci sarebbe un mondo che mi sogno di notte..o sarebbe quantomeno più vicino..Eppure, mi sembra che qualcosa si muova, che come sempre le condizioni peggiori rendano lucidi, per un attimo. Perchè ci accorgiamo che l'essenza del mondo nè appare ne ha, ma semplicemente è! Il minimalismo che pratico da tempo, le scelte esperienziali e non accumulative, la coscienza che nella vita bisogna viaggiare leggeri e soprattutto viaggiare tanto, le idee nuove e strampalate di un anima mundi che davvero sotto c è..ora le vedo di più, negli occhi di chi s'indigna, di chi non si arrende, di chi crede che se così non và cè una strada nuova da scavare, e nella nostra mano cè già una vanga. Queste condizioni, così arrivate dall'alto del "benpensantesimo maleagentsimo" ci fanno crescere braccia forti..pronte a sostenere il peso dei mucchi terra da rimestare per il cambiamento che vogliamo. Io la mia zolla l'ho scavata di già..Buon inizio!
Monday, October 24, 2011
FINE OTTOBRE, PENSIERINO D'AUTUNNO
Le morti sventurate ed illustri, degli ultimi giorni, mi fanno riflettere, mentre attraverso in bici la distesa di foglie e gli alberi gialli di questo autunno. L'autunno è un periodo dove mi sento portato a ritirarmi, a registrare le cose acquisite in quel gran daffare che è diventato l'estate, per me ora, con le mie voglie di buttarmi in progetti allietati dal caldo. Invece il promo freddo mi fà rintanare, sia fuori che dentro. In uno spazio di intima riflessione. E penso alla cronaca di questi giorni. Se ne vanno quelli buoni. Se ne vanno anche quelli cattivi, quantomeno. E, per quanto brutto sia, detto così, a crudo, ce ne andremo tutti, per verità. E noi, siamo centrati, quando ci svegliamo, quando andiamo a dormire, o anche alle 2 di pomeriggio, sul fatto che mentre non ce ne stiamo andando, ora, abbiamo qualcosa di grande da fare? Di più grande. Abbiamo una possibilità. Di renderci migliori. E di rendere migliore. Da un pò sono cosciente che, con tutti gli errori e le dierzioni sbagliate, le cadute e le scivolate, quantomeno bisogna provarci. Questa è redenzione.
Thursday, November 11, 2010
CIAO NONNO DANTE
Tuesday, May 18, 2010
altri invisibili
Prendo un treno, e vengo spintonato dagli altri passeggeri che si accalcano per salire quella frazione di secondo prima di me, come se il treno non avesse una capienza sufficiente per tutti. Poi, seduto nello scomparto, ascolto, nonvolente ed indolente, la chiacchierata a volume stratosferico del vicino, e la musichetta in altoparlante dal telefonino, come una specie di radio-paninara-portata-a-spalla anni ottanta, ma miniaturizzata, tenuta lì vicino all'orecchio, di quell'altro ragazzo nella fila dietro. Vorrei dormire, ma sembra impossibile, in quel contesto. Eppure. Eppure non sono invisibile, affatto. Prendo un altro treno. Stavolta è mattino presto, sono il primo e l'unico. Finalmente mi addormento. ma vengo svegliato, nuovamente, dalla chiacchierata, sempre stratosferica, degli unici altri due passeggeri, inspiegabilmente sedutisi di fronte a me a parlare amabilmente del più e del meno. Con tutto il resto del vagone vuoto! Neanche stavolta sono invisibile. Eppure. Alla fine glielo devo dire, che stavo dormendo proprio lì, di fronte a loro, che nemmeno la voce hanno abbassato, oltre a non sedersi in uno dei cento posti liberi, prendo le mie cose, mi alzo, vado avanti quanto basta per non sentire più il brusio, e mi riaddormento. Per poco, ovvio, ora è tardi e il treno si riempie, ritornano gli utenti telefonici e le loro svariate abituduni, i giovanotti con volumi a mille decibel. Mi resta in mente la loro faccia, mentre gli faccio notare che potevano accorgersi che dormivo proprio lì; la faccia stupita e insieme indignata di uno che riceve un insulto inaspettato da un calamaro nel banco frigo del supermercato, che, a rigor di logica, non avrebbe titolarità nè razionalmente potrebbe mai proferire parola, eppure...
Una sera ci sono i fuochi d'artificio ed io, appoggiato alla ringhiera di un ponte, me li vedo. Finchè un signore di mezza età, che con buona ragione li vuole vedere pure lui, mi si mette davanti, piazzandomi la nuca a 10 centimetri dalla faccia. E che, seccatissimo, quando gli faccio gentilmente notare che lì c'ero io che me ne stavo da un bel pezzo appoggiato, mi dice che se li voglio vedere mi posso spostare. Giusto! Eppure, non sono invisibile.
Io invece il vero stupore non cel ho mica per il casino di un treno pieno, eh! Quello è normale, e la gente ha buona ragione di conversare a discorrere mentre viaggia. Sono stupito dell'invisibilità dell'altro. E' vero sì, che ogniuno ha buona ragione, però in effetti, chiunque ha buona ragione di fare quel che stà facendo. Non cen è mica una preordinata, superiore, o maggioritaria. Il relativo è che uno che parla al telefono può abbassare la voce, uscire dallo scomparto, andare un pò dove gli pare, uno che vuole sentire la musichetta si mettesse un cazzo di auricolare, che ne vendono di cento tipi, ma uno che dorme dorme e basta. Sarebbe di chi telefona l'accortezza di non preordinare sè stesso al resto del mondo. Il fatto è che mi sembra che ognuno quì sia la star del proprio film, che, ahimè, non contempla attori non protagonisti. Non ne vede gli stessi diritti o quantomeno l'esistenza sulla scena. Quand'ero bambino stavo attento a tutto, costretto da mia madre ad imparare questo rispetto dell'altro, condizione sine qua non della civiltà di allora. Ed era vent'anni fà!! A quello che stava seduto dietro, a quello che doveva passare, a chi aveva un problema. E poi: abbassa la voce che disturbi, cammina piano che fai rumore, e basta tirare calci al pallone che se poi va contro la porta di quella signora là...Ma dove è finita la collettività, in questo guazzabuglio di tutela individuale? Nella durezza di un mondo dove ognuno tutela sè stesso, nessuno tutela più l'insieme. E la società è, purtroppo, di più della somma dei singoli che la compongono. E se, nessuno se ne occupa, come possiamo sperare che da sola, crei uno scenario migliore in cui affrontare l'esistenza che, in qualunque modo, senza possibilità di scelta, ci costringe, insieme?
Una sera ci sono i fuochi d'artificio ed io, appoggiato alla ringhiera di un ponte, me li vedo. Finchè un signore di mezza età, che con buona ragione li vuole vedere pure lui, mi si mette davanti, piazzandomi la nuca a 10 centimetri dalla faccia. E che, seccatissimo, quando gli faccio gentilmente notare che lì c'ero io che me ne stavo da un bel pezzo appoggiato, mi dice che se li voglio vedere mi posso spostare. Giusto! Eppure, non sono invisibile.
Io invece il vero stupore non cel ho mica per il casino di un treno pieno, eh! Quello è normale, e la gente ha buona ragione di conversare a discorrere mentre viaggia. Sono stupito dell'invisibilità dell'altro. E' vero sì, che ogniuno ha buona ragione, però in effetti, chiunque ha buona ragione di fare quel che stà facendo. Non cen è mica una preordinata, superiore, o maggioritaria. Il relativo è che uno che parla al telefono può abbassare la voce, uscire dallo scomparto, andare un pò dove gli pare, uno che vuole sentire la musichetta si mettesse un cazzo di auricolare, che ne vendono di cento tipi, ma uno che dorme dorme e basta. Sarebbe di chi telefona l'accortezza di non preordinare sè stesso al resto del mondo. Il fatto è che mi sembra che ognuno quì sia la star del proprio film, che, ahimè, non contempla attori non protagonisti. Non ne vede gli stessi diritti o quantomeno l'esistenza sulla scena. Quand'ero bambino stavo attento a tutto, costretto da mia madre ad imparare questo rispetto dell'altro, condizione sine qua non della civiltà di allora. Ed era vent'anni fà!! A quello che stava seduto dietro, a quello che doveva passare, a chi aveva un problema. E poi: abbassa la voce che disturbi, cammina piano che fai rumore, e basta tirare calci al pallone che se poi va contro la porta di quella signora là...Ma dove è finita la collettività, in questo guazzabuglio di tutela individuale? Nella durezza di un mondo dove ognuno tutela sè stesso, nessuno tutela più l'insieme. E la società è, purtroppo, di più della somma dei singoli che la compongono. E se, nessuno se ne occupa, come possiamo sperare che da sola, crei uno scenario migliore in cui affrontare l'esistenza che, in qualunque modo, senza possibilità di scelta, ci costringe, insieme?
Monday, November 23, 2009
PILATO
"
ESSERE DIMENTICATO, E', LA POLVERE DI UNA STRADA SPORCA
QUELLA CARROZZA CHE SE NE VA, ED IO, CHE RIMANGO LI' A GUARDARLA ALLONTANARSI.
IL POTERE, CHE HA IL SUONO DI RISATE DI DONNE
LE SERATE A CONVERSARE, QUANDO LA NOTTE ERA CALDA E PIACEVOLE, ILLUMINATA DAI FALO'.
IL MIO SGUARDO FERMO, E' COME UN MANTELLO CHE MI CINGE LE SPALLE
E' ATTRAVERSARE UNA PIAZZA CON IL SOLE IN FACCIA, STRINGENDO UN PO' LE PALPEBRE.
L'ULULATO DI UN LUPO, COLPIRE IL MIO AVVERSARIO CON LA SPADA, ED UCCIDERLO
HO SOGNI TROPPO TERRENI, PER AVERE PAURE COSI' ATAVICHE
DOVREI SOGNARE PIU' FORTE, O TEMERE DI MENO
"
Una piccola poesia scritta in un momento di scrittura creativa, durante il lavoro teatrale sull'opera "Processo a Gesù" di Fabbri, in cui interpreterò, appunto, Ponzio Pilato. La poesia sono io, ed anche lui, il mio personaggio, in quel che egli vede attraverso i miei occhi, della sua vita e delle sue emozioni, paure, desideri.
Da un'analisi retrospettiva della sua vita atraverso ciò che sò di lui e ciò che vivo nei suoi panni.
ESSERE DIMENTICATO, E', LA POLVERE DI UNA STRADA SPORCA
QUELLA CARROZZA CHE SE NE VA, ED IO, CHE RIMANGO LI' A GUARDARLA ALLONTANARSI.
IL POTERE, CHE HA IL SUONO DI RISATE DI DONNE
LE SERATE A CONVERSARE, QUANDO LA NOTTE ERA CALDA E PIACEVOLE, ILLUMINATA DAI FALO'.
IL MIO SGUARDO FERMO, E' COME UN MANTELLO CHE MI CINGE LE SPALLE
E' ATTRAVERSARE UNA PIAZZA CON IL SOLE IN FACCIA, STRINGENDO UN PO' LE PALPEBRE.
L'ULULATO DI UN LUPO, COLPIRE IL MIO AVVERSARIO CON LA SPADA, ED UCCIDERLO
HO SOGNI TROPPO TERRENI, PER AVERE PAURE COSI' ATAVICHE
DOVREI SOGNARE PIU' FORTE, O TEMERE DI MENO
"
Una piccola poesia scritta in un momento di scrittura creativa, durante il lavoro teatrale sull'opera "Processo a Gesù" di Fabbri, in cui interpreterò, appunto, Ponzio Pilato. La poesia sono io, ed anche lui, il mio personaggio, in quel che egli vede attraverso i miei occhi, della sua vita e delle sue emozioni, paure, desideri.
Da un'analisi retrospettiva della sua vita atraverso ciò che sò di lui e ciò che vivo nei suoi panni.
Thursday, November 19, 2009
MONDOBELEN!
"ppierò sò fijo còla pierifrastica.." ...ma vogliamo parlare dell'italiano, invece??! Nell'ultimo periodo televisivo siamo stati invasi da una miriade di apparizioni della fantomaggiorata coscialungaeicnisivopure Belen Rodriguez, nota showgirl(? -il puntodidomanda non sò se è per nota o per showgirl..)e nota fidanzata (!) dell'ahimè noto pure lui Fabrizio Corona. E' apparsa più lei nella tv italiana nelle ultime 8 settimane di Nessie a Lockness e dello Yeti messi insieme negli ultimi 200 anni. Fin lì non è questa grande novità, anche se conosco diverse attrici, belle q.b.,brave, e che sanno anche l'italiano e magari articolano espressività diverse dalle due che la Belen ci grazia nelle sue apparizioni, che potrebbero essere al suo posto. Ma che, grazie a questa tendenza, però non ci sono. Premessa, io non cel'ho colla buona Belen, che coglie l'occasione a più non posso(che nemmeno noi ne possiamo più, in effetti!!)e cavalca il purosangue della notorietà - d'altronde ha un ottimo maestro nell'arte di adoperare i mass media per i suoi scopi, il suo botfriend - semmai cel'ho con chi, questa notorietà, gliel'ha regalata, e per i motivi che dietro, gliel'hanno concessa.
Ho letto una cosa di recente: un report indaga modelli/miti di una buona fetta di giovani e adolescenti italici alla visione:" La Rodriguez nuovo mito tra i bambini fra i 7 e gli 11 anni(8,2%)assieme a Valentino Rossi(16%)[..]e addirittura Fabrizio Corona per quanto da una percentuale minima, l'1,2%. Roberto Saviano lo indica solo lo 0,4%". Da:10°rapporto naz.su infanzia e adolescenza, Eurispes e Telefono Azzurro[Corriere, 18/11/09]. Ora, se ricordo, l'esordio notorio della Belen è da riferirsi proprio al suo flirt con Mr. paparazzo, che gestisce bene questa cosa, e a null'altro. Ma poi, quando è successo che si è impossessata della tv? Quando è diventata l'icona dell'Italia del 2009? spot, programmi, prezzemolate...Le regole di questo successo hanno basi opposte al buonsenso! Al mio, quantomeno! Com è che i comuni mortali se sgarrano la legge pagano salatissimi conti, mentre la rosa dello showbiz ne ottiene gloria nell'alto dei ripetitori e, immagino, ma non troppo, una bella valangata di euro sonantissimi? Superato il confine uomo/merdina-vip/iddiointerra non c è nemmeno più il purgatorio isituzionale, per i reati commessi...e intanto, fuori, c è la recessione e la gente non lavora.
Dicendo questa cosa mi infliggo pene, da motociclista decennale, ma l'altro mito citato, Valentino Rossi, che amavo come agonista e come showman, ha evaso le tasse per un sacco di milioni di Euro!!! E non ci ha pagato che pochi soldi per "far pace" col fisco. Che perseguita, così come l'erario, noi poveri mortali che siamo "toccablili". Che se non ci ricordiamo di pagare una multa ci portano via dieci volte tanto, l'anno dopo!! Mavvaffanculo và!! Per citare un altro socio del carrozzone, mi è comparso tra le mani un giornale con sù un altro indagato paparazzante, reclamizzante insaccati di maiale. Il contesto di per sè è appropriatissimo, ma...com è che in ogni caso avverso, questi riescano sempre a riciclarsi, comunque? Se la logica è che a un certo punto uno diventa "troppo figo" anche per la giustizia, come il buon Corona, andiamo incontro a una situazione piuttosto sciagurata per le next generations italiane, di cui la spavalderia già si nota, in alcuni casi, da uomo della strada quale sono.
Non mi pronucerò su Corona, perchè non siamo ancora in uno Stato abbastanza libero da poterlo fare con leggerezza, ma senza riflettere sugli ultimi accadimenti giuridico-pubblicitari a suo carico, dalle multe alle uscite in moto senza casco, gli suggerirei che ci andasse pure, senza casco, per quanto non ne condivido i contenuti, la sua testa non è a prova di marciapiede, ci dicesse come la pensa, poi, sù 'ste trovate, il buon Corona! Coi ragazzini emule-generation che sicuro avranno preso la trovata come cool e da applicare! Se fossi solo un cinico direi che chi si lascia soggiogare da questi miti spiccioli si merita la sua piccolezza mentale, ma invece credo tocchi a chi non vede i luccichii degli specchietti per le allodole aiutare chi non vede oltre a guardare qualcosa che possa far crescere in loro un parere migliore. Più che altro direi che parlare di giustizia, in questi termini, sia eccessivo e sicuramente non adatto, però se non ci sarà una voce contraria, ci sarà una sola voce. E una sola voce non è mai democrazia, nè libertà. Se alla fine, volenti o nolenti, ci scappa il mito, e di ogni cosa che ha una risonanza mediatica ampia come una pubblicità genera una serie di opinioni su chi vi compare, dobbiamo spingere affinchè compaia qualcuno, nella nostra scatola catodica dei desideri, che ci allarghi la mente, e non le mutande!
Ho letto una cosa di recente: un report indaga modelli/miti di una buona fetta di giovani e adolescenti italici alla visione:" La Rodriguez nuovo mito tra i bambini fra i 7 e gli 11 anni(8,2%)assieme a Valentino Rossi(16%)[..]e addirittura Fabrizio Corona per quanto da una percentuale minima, l'1,2%. Roberto Saviano lo indica solo lo 0,4%". Da:10°rapporto naz.su infanzia e adolescenza, Eurispes e Telefono Azzurro[Corriere, 18/11/09]. Ora, se ricordo, l'esordio notorio della Belen è da riferirsi proprio al suo flirt con Mr. paparazzo, che gestisce bene questa cosa, e a null'altro. Ma poi, quando è successo che si è impossessata della tv? Quando è diventata l'icona dell'Italia del 2009? spot, programmi, prezzemolate...Le regole di questo successo hanno basi opposte al buonsenso! Al mio, quantomeno! Com è che i comuni mortali se sgarrano la legge pagano salatissimi conti, mentre la rosa dello showbiz ne ottiene gloria nell'alto dei ripetitori e, immagino, ma non troppo, una bella valangata di euro sonantissimi? Superato il confine uomo/merdina-vip/iddiointerra non c è nemmeno più il purgatorio isituzionale, per i reati commessi...e intanto, fuori, c è la recessione e la gente non lavora.
Dicendo questa cosa mi infliggo pene, da motociclista decennale, ma l'altro mito citato, Valentino Rossi, che amavo come agonista e come showman, ha evaso le tasse per un sacco di milioni di Euro!!! E non ci ha pagato che pochi soldi per "far pace" col fisco. Che perseguita, così come l'erario, noi poveri mortali che siamo "toccablili". Che se non ci ricordiamo di pagare una multa ci portano via dieci volte tanto, l'anno dopo!! Mavvaffanculo và!! Per citare un altro socio del carrozzone, mi è comparso tra le mani un giornale con sù un altro indagato paparazzante, reclamizzante insaccati di maiale. Il contesto di per sè è appropriatissimo, ma...com è che in ogni caso avverso, questi riescano sempre a riciclarsi, comunque? Se la logica è che a un certo punto uno diventa "troppo figo" anche per la giustizia, come il buon Corona, andiamo incontro a una situazione piuttosto sciagurata per le next generations italiane, di cui la spavalderia già si nota, in alcuni casi, da uomo della strada quale sono.
Non mi pronucerò su Corona, perchè non siamo ancora in uno Stato abbastanza libero da poterlo fare con leggerezza, ma senza riflettere sugli ultimi accadimenti giuridico-pubblicitari a suo carico, dalle multe alle uscite in moto senza casco, gli suggerirei che ci andasse pure, senza casco, per quanto non ne condivido i contenuti, la sua testa non è a prova di marciapiede, ci dicesse come la pensa, poi, sù 'ste trovate, il buon Corona! Coi ragazzini emule-generation che sicuro avranno preso la trovata come cool e da applicare! Se fossi solo un cinico direi che chi si lascia soggiogare da questi miti spiccioli si merita la sua piccolezza mentale, ma invece credo tocchi a chi non vede i luccichii degli specchietti per le allodole aiutare chi non vede oltre a guardare qualcosa che possa far crescere in loro un parere migliore. Più che altro direi che parlare di giustizia, in questi termini, sia eccessivo e sicuramente non adatto, però se non ci sarà una voce contraria, ci sarà una sola voce. E una sola voce non è mai democrazia, nè libertà. Se alla fine, volenti o nolenti, ci scappa il mito, e di ogni cosa che ha una risonanza mediatica ampia come una pubblicità genera una serie di opinioni su chi vi compare, dobbiamo spingere affinchè compaia qualcuno, nella nostra scatola catodica dei desideri, che ci allarghi la mente, e non le mutande!
Wednesday, October 14, 2009
Quella qualità che non c è più
Il Papa verrà a Brescia, per la commemorazione di Paolo VI. Le amministrazioni pubbliche spendono centinaia di migliaia di Euro per preparare la città al suo arrivo. Il Dalai Lama è in visita negli Stati Uniti. Ma Obama non lo riceve. Per non offendere la Cina - dice - con cui dovrà avere incontri per decidere di future intese economiche. Penso al Papa ed al Dalai lama, che di fatto sono non sono che due equivalenti facce di una stessa mutisfaccettata medaglia culturale. Ripenso agli anni in cui, o meglio all' anno in cui, Mao decise di annettere "pacificamente" il Tibet al nuovo dominio cinese. Un milione di morti. Come intervento pacifico non fù molto riuscito. Da allora il Tibet è avvolto da questa censura culturale, e così ancora è il suo portavoce spirituale. Come mai trattamenti così diversi? La Cina non era forse un enorme mostro fagocitante, terribile, allora? A me sembra che lo sia anche adesso. Peccato che ora abbia un nuovo e patinato look, e con questo nuovo volto crei una sorta di amnesia culturale rispetto ai suoi interlocutori. Sono convinto che il perdono di fatti passati ed una nuova opportunità vada data a chiunque, di redimersi e di cambiare. Ma trovo comunque ingiusto infangare la memoria di atroci eventi passati, in nome di futuri lucri economici. Passato e futuro. Chi ci rimette, come sempre, è il presente. Certo, che Obama sia completamente diverso dal suo predecessore è innegabile, per fortuna, però ancora questo retaggio, questa schiavitù a doveri e sudditanze economiche non lascia spazio a nessuna vera grande novità. Dopo lo scossone economico e finanziario, mi agghiaccia sentire voci insistenti di ripresa e di ripristino. Ma come? Ripristiniamo un sistema che ci ha appena dimostrato di non funzionare? Un sistema in cui ancora oggi bisogna codardamente fare quello-che-va-fatto per agevolare equilibei basati nuovamente solo sul lucro economico? E dare il contento a chi ha la voce grossa...Abbiamo già scordato la lezione appena cadutaci sopra la testa? Eppure, di gente che ancora non ha più il lavoro cen'è, in giro...Ma la crisi sembra ormai superata, o, più onestamente, insabbiata, nascosta alla memoria, prima che si perdano le abitudini mentali che ci ha portato ad avere, e che magari ci si domandi davvero se valga la pena di continuare a spingere in quella direzione, erronea, è empirico ormai, dimostrato, piuttosto che affronare nuove possibilità di equilibri e sviluppo.
E' il coraggio, quella qualità che non c'è più, di dire quello-che-andrebbe-detto, e fare quello-che-bisognerebbe-fare, per non disonorare ulteriormente la memoria di tutte le vittime di questo sistema morto e già redivivo. Peccato che ancora dorma, sotto le ceneri dell'ultima sconfitta subita.
E' il coraggio, quella qualità che non c'è più, di dire quello-che-andrebbe-detto, e fare quello-che-bisognerebbe-fare, per non disonorare ulteriormente la memoria di tutte le vittime di questo sistema morto e già redivivo. Peccato che ancora dorma, sotto le ceneri dell'ultima sconfitta subita.
Wednesday, May 6, 2009
just one question
ma ci hai mai pensato, che proprio in questo momento, mentre stai leggendo, un sacco di gente è invece faccia a faccia con una serie di soprusi, fame, guerra e morte...prioprio adesso, eh..e tu invece sei sereno e colla pancia piena..non è il caso di giocartela meglio, la tua fortuna, allora??
...se sai che la tua occasione di libertà e realizzazione è già un lusso, non faresti di tutto per realizzarla??? non abbiamo tempo per piangerci addosso, se per sorte o caso siamo piloti di automobili da corsa...dobbiamo spingere sull'acceleratore, o la nostra occasione sarà gettata al vento...
...se sai che la tua occasione di libertà e realizzazione è già un lusso, non faresti di tutto per realizzarla??? non abbiamo tempo per piangerci addosso, se per sorte o caso siamo piloti di automobili da corsa...dobbiamo spingere sull'acceleratore, o la nostra occasione sarà gettata al vento...
Monday, April 6, 2009
Abruzzo, sei aprile
Un piccolo brivido sulla schiena del mondo/
e tutto quel che conosciamo, può finire.../
Perchè allora non avere chiaro, nella mente e nel cuore/
quanto dobbiamo al fatto di essere ancora, quì e adesso?/
L'esser fortunati non serve a nulla,/
senza la consapevolezza di esserlo..
e tutto quel che conosciamo, può finire.../
Perchè allora non avere chiaro, nella mente e nel cuore/
quanto dobbiamo al fatto di essere ancora, quì e adesso?/
L'esser fortunati non serve a nulla,/
senza la consapevolezza di esserlo..
Thursday, March 12, 2009
a kathmandu
piedi sporchi.
un po di freddo, e sempre troppe auto.
I mendicanti e i venditori,
guidatori di richsaw e portatori,
bambini e santoni, viaggiatori e contadini
un vortice di gente colorata
dal quale sembra impossibile uscire
Questo cielo sempre un po grigio, e di fronte,
il tetto del mondo, che guarda impassibile, la frenesia che scorre.
Questo sentirsi sempre un po scomodo, eppure,
come in nessun altro luogo, sentirsi a casa.
io lo amo, questo posto.
un po di freddo, e sempre troppe auto.
I mendicanti e i venditori,
guidatori di richsaw e portatori,
bambini e santoni, viaggiatori e contadini
un vortice di gente colorata
dal quale sembra impossibile uscire
Questo cielo sempre un po grigio, e di fronte,
il tetto del mondo, che guarda impassibile, la frenesia che scorre.
Questo sentirsi sempre un po scomodo, eppure,
come in nessun altro luogo, sentirsi a casa.
io lo amo, questo posto.
Thursday, February 12, 2009
Paradiso sotto il mare





Fin da bambino, mi e' sempre piaciuta la natura, la sua forza e la sua armonia, il suo essere magica ed eccentrica. Quanti documentari mi sono guardato, seduto in soggiorno con il nonno.Al pomeriggio c'era Quark, uno dei miei programmi preferitissimi di quando ero piccino. Devo molto a Piero Angela sul come sono cresciuto e diventato. Davvero! A volte vorrei scrivergli e dirglielo..era come uno zio acquisito, per me!!! Ne ho visto tanto anche dopo, di mondo, ma finora mi ero perso una fetta ancora bella grossa, che ho assaggiato per la prima volta ora! Lo spettacolo che ho trovato sotto il livello del mare e', tanto per restare in tema, mozzafiato!! Sara' che fare immersione e' stata un'esperienza intima e meditativa, l'essere solo nel silenzio, sentendo solo il proprio respiro, amplificato dall'essere immerso nell'acqua, come quando da bimbo mi mettevo con le orecchie sott'acqua nella vasca, e sentivo tutti i rumori ovattati fuori, e solo il nio respirare..Mi piaceva tanto allora, e ancora mi piace!!! E'il ritmo cadenzato e lento di una meditazione, ma ad occhi aperti, su un nuovo meraviglioso scenario. Nessuno credo possa restarvi indifferente. O meglio, se vi restasse, sarebbe una persona che non vorrei nella lista delle mie conoscenze!! Se la natura mi aveva gia' appieno convinto della sua magnifica sacralita', scendere sott'acqua e' stata piu' che una conferma. Credo che nessuno possa negare l'esistenza di un Dio dopo essere stato a vedere questo spettacolo! Ogni forma, ogni essere, in armonia perfetta ed equilibrio con cio' che lo circonda. E poi, quanta pazzesca fantasia nelle diverse creature che lo abitano. Nemmeno il piu' fervido di noi, potrebbe mai, ne sono sicuro, immaginarsi cose cosi, se non esistessero gia'. Sara' che sto' leggendo un libro sull'origine dell'universo, un trattato di fisica, per la verita', ma da queste piccole unicita' trovate laggiu', non posso che vedere, nel mondo, un puzzle di vita e vite cosi preciso da lasciar chiaramente intravedere che dietro alla casualita' degli eventi che ci accadono c'e' un ordine infinitamente piu' grande, che ha fatto si che tali bellezze venissero ad essere.
Thursday, January 22, 2009
una poesia solitaria, una sera a Phuket
Ascoltami, ti parlero' di me
ma quel che io ho, non e' la verita',
e' solo la mia verita'
e cio' che e'per me, puo' non esserlo per te;
perche'ogniuno vede solo coi suoi occhi,
cio'che il riflesso del mondo ne mostra.
Ma se le nostre verita' non sono niente da sole
non esiste allora questa verita'?
Essa e' come il mare,
se lo guardi goccia per goccia
non ne e' nulla
ma se lo vedi nell'insieme di tutte,
mostrera' il suo vero, grande significato.
ma quel che io ho, non e' la verita',
e' solo la mia verita'
e cio' che e'per me, puo' non esserlo per te;
perche'ogniuno vede solo coi suoi occhi,
cio'che il riflesso del mondo ne mostra.
Ma se le nostre verita' non sono niente da sole
non esiste allora questa verita'?
Essa e' come il mare,
se lo guardi goccia per goccia
non ne e' nulla
ma se lo vedi nell'insieme di tutte,
mostrera' il suo vero, grande significato.
Monday, January 19, 2009
"Nuovo Mondo" personale
Sono passati dieci giorni circa dal mio arrivo qui, e finalmente ho trovato la situazione per mettere a punto le mie prime riflessioni. Sono le cinque e sto' nella reception del Marine House, la guesthouse di cui ho deciso di far parte qui, e di cui avro' modo di parlare piu'avanti, nei dettagli.
Questo vuol essere piuttosto l'introduzione al mio nuovo mondo, la chiave di lettura con la quale voglio raccontare, e raccontero'questo nuovo viaggio.
Sono tornato a Phiphi island dopo due anni dal mio primo viaggio, e sicuramente con un altra ottica. Ma piu che me posso dire che sia cambiata lei, in questo relativamente poco tempo.
Quel che era un piccolo centro di un'isola incontaminata e' cresciuto come un luogo turistico, con luci colorate e musica, negozi, bar...una cittadina, insomma. Sono rimasto un po'stralunato nel verdere che la notte, la spiaggia dove venivo a guardare il cielo, ora ha ben due discoteche una a fianco all'altra, che sparano musica a livelli pazzeschi fino all'alba del giorno dopo, quasi. D'altronde, l'offerta si trasforma in quel che la domanda vuole, ed evidentemente noi vogliamo questa vita. Dico "noi" parlando dell archetipo occidentale, perche' e' per noi che l'isola ora e' cosi! Noredeuropei, inglesi, americani, australiani..di tutto un po' c e' qui. Per ora poco ho visto nei loro occhi di un viaggiatore. Vengo da un posto dove l'alcool a fiumi gia c'era, la discoteca pure e il rumore in sovrabbondanza...se attraversassi l'oceano non sarebbe quello cio' che cerco! Si sfondano di alcol ogni notte, non buttano via le cose rendendo le spiagge un porcile e pretendono qui il servizio europeo nei locali e nei ristoranti..Insomma, a parte tutto e senza generalizzare, che sicuro incontrero' stando qui tanta gente in gamba, come ogni volta, mi sembra che la maggior parte di questa gente non c'abbia colto molto...Ma, nel riflettere su questo, si e' riaperta in me la porta del viaggio, che all'arrivo era ancora chiusa, dopo tanto tempo che non la varcavo. Ho capito chi voglio essere qui, e cosa cerco. Per fortuna, come sempre, la sorte mi strizza l'occhio. Si, perche' phiphi e' per definizione un'isola inespugnabile per quasi tre quarti del suo territorio: una scoscesa formazione rocciosa a picco sul mare, in cui una fitta giungla tropicale rende difficile entrare. Sui lati esterni dell'isola, piccole baie e spiagge da cercare camminando lungo sentieri ripidi, e mare ipnotizzante. Cosi' ho iniziato a posizionarmi dall'altro lato della barricata, cercando di trovare quanta piu' thailandia e tanto meno occidente qui'. Ho iniziato a mangiare insieme con il mio staff del Marine cibo thai fatto da gente thai per persone thai! Mi faccio insegnare ogni giorno un po' di thai che annoto su un quadernetto, e al pomeriggio vado a spasso per i piccoli paesini che si trovano ai margini del grande centro abitato, dove posso incontrare gente che qui vive da sempre. Ogni giorno entro nella giungla per cercare una spiaggia nuova, e vedere nuovi animali, di cui la foresta e' piena: serpenti, lucertole, insetti, uccelli e soprattutto le piccole curiose e imprevedibili scimmie...Nel cercare il nuovo, ho deciso di cominciare a entrare in contatto con cio' che qui e' nato, e cosi al mattino mi reco all'"Awasdum",lo "stadio" del paese per imparare il Muhai Thai, l'arte marziale full contact che prevede l'uso di braccia e gambe in combattimenti a corpo libero. Sorprendentemente, il mio lato sinistro, soprattutto la gamba (il mio famoso piede da rabdomante, per chi ha giocato a calcio con me!ndr) e' potente e agile. Il lato destro invece 'e atrofizzato..sembro l'ippopotama del cartone della Disney "Fantasia"...in compenso il mio maestro ci sta' prendendo gusto a gonfiarmi come una zampogna a giorni alterni...ma mai quanto me a farmi gonfiare!! E'affascinante e divertente apprendere a governare il proprio corpo cosi'! Ho iniziato anche a studiare, in spiaggia e di sera, per prendere un brevetto subacqueo, ed iniziero'le immersioni tra una settimana. La sera ho deciso di stare lontano da locali e disco, che non mi servono e sono paradossalmente fuori dal contesto: basti pensare che li'un bicchier di vino costa l'equivalente di tre pasti thai nei risoranti locali - gli internazionali sono ovviamente alla stregua dei locali, e non serve evidentemente essere un aquila per capire che una pizza e un bicchier di vino in asia non debbano essere proprio al top della gamma.Il vino bianco ha un sapore a meta' tra la pipi di gatto e il detersivo. Mi deidco piuttosto a passeggiate in giro a zonzo o a far due chiacchiere con i miei amici\soci. Insomma, con gli occhi giusti, anche dove al primo sguardo non sembrerebbe, c'e' un nuovo mondo da scoprire, passo dopo passo. Inizio a camminare...
Wednesday, January 14, 2009
ALLA RICERCA DEI SOGNI...
Monday, December 15, 2008
LA NOTTE PIU' LUNGA DELL'ANNO
Il 13 Dicembre. Da noi,a Brescia, c è da sempre la tradizione di Santa Lucia, che con il suo carretto porta i doni ai bambini buoni. Ricordo ancora lucidissimamente quei momenti, quelle notti in cui, da bimbo, mi infilavo sotto le coperte, ma non riuscivo a dormire, anche se ce la mettevo tutta, sapendo che se non mi fossi addormentato, la buona Santa non sarebbe passata...E al mattino, che follia scendere le scale dalla cameretta fino in salotto, dove, puntualmente, la Santa aveva lasciato i regali che le avevo chiesto (e proprio quelli, eh!!)in bella mostra sul tavolo...E che bravi i miei genitori! Loro sì che le rendevano la vita facile!!...Mi portavano sempre nei negozi di giocattoli di Brescia (andare a Brescia per me, a quell'età, era un evento! Insomma, il mio mondo era circoscritto al mio paesello, non ero ancora vagabondo; e soprattutto, non guidavo; cosa che ora rende lo stesso viaggio, dall'estasi, un tormento!!). Lì potevo con cura visionare i giochi e scegliere proprio quelli che volevo, e che Santa Lucia mi portava sempre!la Santa non si sbagliava mai, nemmeno se tra i diversi modelli di giochi c'erano pochissime differenze, e mille tipi diversi...era un mito!! Mi piacevano tantissimo i mostri e i dinosauri in quel periodo, e li scelgievo con cura maniacale tra mille...c erano i Dino Riders, i Masters, e i G.I.Joe...Aaah, che bellezza!! Nei negozi mi uscivano gli occhi dalla testa!!!
Poi a casa iniziava il rito: scrivevo con perizia dattilografica la letterina, annotando le caratteristiche proprio di quei personaggi che volevo, e la mettevo sulla finestra del bagno, insieme al piattino di farina per l'asinello (che con tutto quel carico doveva farsi un mazzo come una capanna, pensavo sempre...ci riflettevo e mi dicevo: Cavoli, se Santa Lucia deve scegliere il MIO gioco quando legge la letterina, vuol dire che nel dubbio se li deve portar dietro TUTTI!!!). L'asinello era un figo! per forza!! Se la meritava tutta la farina che gli lasciavo...e difatti la mattina era sempre scomparsa, segno che aveva gradito! Come mi piaceva farlo felice, l'asinello!!!Il mistero era fitto di stranezze, e per questo mi piaceva tantissimissimo!!!
La mia scoperta di chi era Santa Lucia fu, per così dire, scientifica. Dopo le voci malevole e presunte della Sua non esistenza, da parte di alcuni compagni (voci che io smentivo con un accanimento da martire, pronto a bruciare sul rogo piuttosto che rinnegarla!) ebbi un'inconfutabile prova a mio sfavore. Un giorno, non ricordo nemmeno il motivo, per caso frugai nel cassetto del comò della mia mamma. Forse mi ci aveva mandato.Comunque non il primo cassetto, quello dei fazzoletti, che ben conoscevo; mi addentrai nel secondo, del cui contenuto ero sempre stato ignorante..E lì, tra alcuni pacchettini, scatolette e gioiellini, vidi un fascicolo con le mie letterine alla Santa!...non una, ma tutte quante, stavano lì!! Mamma, perchè?? Perchè avevi fregato le letterine a Santa Lucia? Te le aveva date lei, o le avevi rubate tu? Eravate complici? Ad un tratto, il mio punto di vista cambiò. Avevano ragione loro, i compagni maledetti, la Santa era davvaero la mia mamma (La prima volta che me lo dissero fraintesi...Eeeeh? Mia mamma è santa Lucia?? Che figata!! Era come essere il figlio di Wonder Woman!!! Mia mamma era un supereroe!! Poi rettificarono, e non mi piacque più! Così iniziai la guerra all'eresia!!). Qualcosa cambiò per sempre nella mia forma mentis, quella volta. Credevo in una favola impossibile. E ci credevo tantissimo! Nel saperlo invece, era logico che non poteva essere così. Fù l'ultima volta che fui bambino. Si entra in una mentalità diversa, poi. Le cose si affrontano soppesando le ipotesi e verificandone la plausibilità. Si diventa adulti, insomma. Che fregatura!! Mi ci è voluto un sacco di tempo per rimettermi in testa che la vita è magica! Magica per davvero! Ora. Col senno e la consapevolezza adulta. Ma sempre di magia si tratta! E di crederci, soprattutto! Non sò come sia nato il mito di Santa Lucia o chi l'abbia inventato, ma era di sicuro un genio!! E'la cosa più bella che si possa fare a un bambino. Raccontargli una favola e far sì che si avveri!! grande Santa!! E grandi i miei, suoi complici!! Quante emozioni mi hai fatto provare!!! Quanto mi hai riempito quegli anni!! E quanto ora capisco sei stata importante per creare in me, l'idea di credere ai sogni!! Ciao Santa Lucia, ci vediamo l'anno prossimo!
Poi a casa iniziava il rito: scrivevo con perizia dattilografica la letterina, annotando le caratteristiche proprio di quei personaggi che volevo, e la mettevo sulla finestra del bagno, insieme al piattino di farina per l'asinello (che con tutto quel carico doveva farsi un mazzo come una capanna, pensavo sempre...ci riflettevo e mi dicevo: Cavoli, se Santa Lucia deve scegliere il MIO gioco quando legge la letterina, vuol dire che nel dubbio se li deve portar dietro TUTTI!!!). L'asinello era un figo! per forza!! Se la meritava tutta la farina che gli lasciavo...e difatti la mattina era sempre scomparsa, segno che aveva gradito! Come mi piaceva farlo felice, l'asinello!!!Il mistero era fitto di stranezze, e per questo mi piaceva tantissimissimo!!!
La mia scoperta di chi era Santa Lucia fu, per così dire, scientifica. Dopo le voci malevole e presunte della Sua non esistenza, da parte di alcuni compagni (voci che io smentivo con un accanimento da martire, pronto a bruciare sul rogo piuttosto che rinnegarla!) ebbi un'inconfutabile prova a mio sfavore. Un giorno, non ricordo nemmeno il motivo, per caso frugai nel cassetto del comò della mia mamma. Forse mi ci aveva mandato.Comunque non il primo cassetto, quello dei fazzoletti, che ben conoscevo; mi addentrai nel secondo, del cui contenuto ero sempre stato ignorante..E lì, tra alcuni pacchettini, scatolette e gioiellini, vidi un fascicolo con le mie letterine alla Santa!...non una, ma tutte quante, stavano lì!! Mamma, perchè?? Perchè avevi fregato le letterine a Santa Lucia? Te le aveva date lei, o le avevi rubate tu? Eravate complici? Ad un tratto, il mio punto di vista cambiò. Avevano ragione loro, i compagni maledetti, la Santa era davvaero la mia mamma (La prima volta che me lo dissero fraintesi...Eeeeh? Mia mamma è santa Lucia?? Che figata!! Era come essere il figlio di Wonder Woman!!! Mia mamma era un supereroe!! Poi rettificarono, e non mi piacque più! Così iniziai la guerra all'eresia!!). Qualcosa cambiò per sempre nella mia forma mentis, quella volta. Credevo in una favola impossibile. E ci credevo tantissimo! Nel saperlo invece, era logico che non poteva essere così. Fù l'ultima volta che fui bambino. Si entra in una mentalità diversa, poi. Le cose si affrontano soppesando le ipotesi e verificandone la plausibilità. Si diventa adulti, insomma. Che fregatura!! Mi ci è voluto un sacco di tempo per rimettermi in testa che la vita è magica! Magica per davvero! Ora. Col senno e la consapevolezza adulta. Ma sempre di magia si tratta! E di crederci, soprattutto! Non sò come sia nato il mito di Santa Lucia o chi l'abbia inventato, ma era di sicuro un genio!! E'la cosa più bella che si possa fare a un bambino. Raccontargli una favola e far sì che si avveri!! grande Santa!! E grandi i miei, suoi complici!! Quante emozioni mi hai fatto provare!!! Quanto mi hai riempito quegli anni!! E quanto ora capisco sei stata importante per creare in me, l'idea di credere ai sogni!! Ciao Santa Lucia, ci vediamo l'anno prossimo!
Wednesday, December 10, 2008
UNA STORIELLA...
Una storiella che ho scritto.... forse divertente, decisamente surreale, chissà se si capisce...da prendere per quel che è, un gioco, nel rispetto di Tutti e Tutto...
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RISIKO COSMOGONICO
Si ritrovarono al solito posto, dove si riunivano da sempre. Un po’, perché non c’era altro luogo, un po’perché, non essendoci tempo, riunirsi lì da sempre non aveva alcun significato a livello temporale, sempre era ora e mai, e ogni volta; tant’è che nessuno di loro ci fece caso. Sapevano che si sarebbero trovati lì, e basta. Così come sapevano tutto il resto, essendo per definizione, ed un po’ anche per merito, al corrente di tutto. In realtà il fatto è che non c’era ancora nulla, quindi non c’era alcunché di cui essere al corrente. Per questo sapevano tutto. Tutto, e niente.
Sapevano però, che quella sera avrebbero iniziato la partita. La partita più importante di tutte. Anche perché era l’unica. Per dirla tutta quella non era neppure sera. Era, punto e basta!
Si misero intorno al tavolo. Quello invece c’era. L’avevano fatto loro. O, semplicemente, immaginato. La cosa non faceva differenza. Così, come avevano creato il gioco e le sue regole, che ora si apprestavano ad iniziare.
Sul piano la mappa di quella che un giorno avremmo conosciuto come mondo; le carte; gli obiettivi; e le pedine. Le pedine non erano carroarmati, però. Quello arrivò in un momento successivo e molto più tragico. Per ora, ognuno aveva scelto pedine che ne incarnassero un simbolo che si erano scelti, che gli piaceva. Uno aveva un omino colla testa di elefante. Uno un altro col corpo di leone. Un altro ancora, una serie di animali uno sulle spalle dell’altro.
Si guardarono. Non con gli occhi però. No, si guardarono dentro, e si intesero. Era ora di cominciare a giocare. Giocare! Lo spirito era giusto, o almeno lo fù all’inizio di quella che era, è e sarà la partita più lunga e grande mai giocata. Curioso che avessero questo spirito goliardico all’inizio…ma forse nemmeno troppo, se guardiamo al risultato fino ad oggi. Da un altro punto di vista, questo spirito fù la loro più grande intuizione per tutto quello che venne poi!
Il primo a scegliere fu quello che era lì da prima. Non ci è dato sapere come avessero fatto ad intendersi sul prima, essendo nell’eternità dell’attimo, ma di fatto erano tutti d’accordo.
Pescò le carte che voleva, essendo il primo a scegliere. Si prese le zone del mondo più belle, quelle baciate dalla natura e dal clima, con gli splendori maggiori. Quasi tutta la zona di est era sua. Poi fù la volta degli obiettivi. Prese la carta, sorrise, ma non disse nulla. E ancora non lo sappiamo, qual’ è il suo obiettivo. Certo è che dal sorriso sembrava già vicino al suo raggiungimento...
Poi vennero gli altri. Ci fù chi si prese la Grecia ed il mediterraneo, con lo scopo di conquistare almeno 10 altri stati, chi la Mesopotamia, chi si prese quell’area chiamata poi America, dove gli obiettivi furono invece di eliminarsi reciprocamente. Ma quegli sfortunati non riusciranno a raggiungere gli obiettivi stabiliti dalle carte. Ci fu chi ebbe molti stati, chi pochi. Chi grandi e chi minuscoli. Alla fine del giro, rimasero solo due di loro a dover scegliere. Fu la volta di JH. Una carta sola, per lui. La prese, la girò...Nooo, ma daiiii! Ma come?! Ma che Popolo Eletto?? Ma non cel hanno neanche uno stato vero questi! Questo qua è minuscolo!!
Qualcuno rise. Ma fece male. Ancora non aveva preso la carta degli obiettivi. La estrasse dal mazzo di quelle rimaste. Eeeh, ma allora….devo conquistare più di 50 stati per vincere. Non ce la farò mai…dovrò distruggere un sacco di altre squadre ed impossessarmi dei loro stati, per poi conquistarne ancora altri. Gli altri però, che lo conoscevano, guarda un po’, da sempre, cominciarono invece a preoccuparsi. Perché sapevano della sua determinazione. E intuirono un drammatico presentimento. Anche quelli che avevano avuto molti stati, con obiettivi facili da raggiungere, senza grandi sforzi, sapevano che questo fatto avrebbe portato loro gravi problemi. E il tempo ha dimostrato che avevano ragione! Servito! Disse lui, e iniziò ad elaborare la strategia migliore per portare avanti il suo piano. Mentre pensava toccò all’ultimo di loro, AH, che prese con cura le carte dei suoi possedimenti, ed in ultimo, l’obiettivo da raggiungere. Lui non ci fece caso, perché si stava accorgendo che, tutto sommato, anche se partiva svantaggiato a livello numerico, non sarebbe stato poi così difficile conquistare molti territori. C erano molte zone con poche pedine, mentre lui, dalla sua, ne aveva davvero tante. E sorrise...ma subito venne interrotto dall’ultimo di loro. Vecchio mio! gli disse, Non cantare vittoria troppo presto: forse puoi fare tante conquiste, ma il mio obiettivo è di gran lunga più raggiungibile dal tuo. E quale sarebbe? Chiese. Devo eliminare la tua squadra. Rispose l’altro.
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RISIKO COSMOGONICO
Si ritrovarono al solito posto, dove si riunivano da sempre. Un po’, perché non c’era altro luogo, un po’perché, non essendoci tempo, riunirsi lì da sempre non aveva alcun significato a livello temporale, sempre era ora e mai, e ogni volta; tant’è che nessuno di loro ci fece caso. Sapevano che si sarebbero trovati lì, e basta. Così come sapevano tutto il resto, essendo per definizione, ed un po’ anche per merito, al corrente di tutto. In realtà il fatto è che non c’era ancora nulla, quindi non c’era alcunché di cui essere al corrente. Per questo sapevano tutto. Tutto, e niente.
Sapevano però, che quella sera avrebbero iniziato la partita. La partita più importante di tutte. Anche perché era l’unica. Per dirla tutta quella non era neppure sera. Era, punto e basta!
Si misero intorno al tavolo. Quello invece c’era. L’avevano fatto loro. O, semplicemente, immaginato. La cosa non faceva differenza. Così, come avevano creato il gioco e le sue regole, che ora si apprestavano ad iniziare.
Sul piano la mappa di quella che un giorno avremmo conosciuto come mondo; le carte; gli obiettivi; e le pedine. Le pedine non erano carroarmati, però. Quello arrivò in un momento successivo e molto più tragico. Per ora, ognuno aveva scelto pedine che ne incarnassero un simbolo che si erano scelti, che gli piaceva. Uno aveva un omino colla testa di elefante. Uno un altro col corpo di leone. Un altro ancora, una serie di animali uno sulle spalle dell’altro.
Si guardarono. Non con gli occhi però. No, si guardarono dentro, e si intesero. Era ora di cominciare a giocare. Giocare! Lo spirito era giusto, o almeno lo fù all’inizio di quella che era, è e sarà la partita più lunga e grande mai giocata. Curioso che avessero questo spirito goliardico all’inizio…ma forse nemmeno troppo, se guardiamo al risultato fino ad oggi. Da un altro punto di vista, questo spirito fù la loro più grande intuizione per tutto quello che venne poi!
Il primo a scegliere fu quello che era lì da prima. Non ci è dato sapere come avessero fatto ad intendersi sul prima, essendo nell’eternità dell’attimo, ma di fatto erano tutti d’accordo.
Pescò le carte che voleva, essendo il primo a scegliere. Si prese le zone del mondo più belle, quelle baciate dalla natura e dal clima, con gli splendori maggiori. Quasi tutta la zona di est era sua. Poi fù la volta degli obiettivi. Prese la carta, sorrise, ma non disse nulla. E ancora non lo sappiamo, qual’ è il suo obiettivo. Certo è che dal sorriso sembrava già vicino al suo raggiungimento...
Poi vennero gli altri. Ci fù chi si prese la Grecia ed il mediterraneo, con lo scopo di conquistare almeno 10 altri stati, chi la Mesopotamia, chi si prese quell’area chiamata poi America, dove gli obiettivi furono invece di eliminarsi reciprocamente. Ma quegli sfortunati non riusciranno a raggiungere gli obiettivi stabiliti dalle carte. Ci fu chi ebbe molti stati, chi pochi. Chi grandi e chi minuscoli. Alla fine del giro, rimasero solo due di loro a dover scegliere. Fu la volta di JH. Una carta sola, per lui. La prese, la girò...Nooo, ma daiiii! Ma come?! Ma che Popolo Eletto?? Ma non cel hanno neanche uno stato vero questi! Questo qua è minuscolo!!
Qualcuno rise. Ma fece male. Ancora non aveva preso la carta degli obiettivi. La estrasse dal mazzo di quelle rimaste. Eeeh, ma allora….devo conquistare più di 50 stati per vincere. Non ce la farò mai…dovrò distruggere un sacco di altre squadre ed impossessarmi dei loro stati, per poi conquistarne ancora altri. Gli altri però, che lo conoscevano, guarda un po’, da sempre, cominciarono invece a preoccuparsi. Perché sapevano della sua determinazione. E intuirono un drammatico presentimento. Anche quelli che avevano avuto molti stati, con obiettivi facili da raggiungere, senza grandi sforzi, sapevano che questo fatto avrebbe portato loro gravi problemi. E il tempo ha dimostrato che avevano ragione! Servito! Disse lui, e iniziò ad elaborare la strategia migliore per portare avanti il suo piano. Mentre pensava toccò all’ultimo di loro, AH, che prese con cura le carte dei suoi possedimenti, ed in ultimo, l’obiettivo da raggiungere. Lui non ci fece caso, perché si stava accorgendo che, tutto sommato, anche se partiva svantaggiato a livello numerico, non sarebbe stato poi così difficile conquistare molti territori. C erano molte zone con poche pedine, mentre lui, dalla sua, ne aveva davvero tante. E sorrise...ma subito venne interrotto dall’ultimo di loro. Vecchio mio! gli disse, Non cantare vittoria troppo presto: forse puoi fare tante conquiste, ma il mio obiettivo è di gran lunga più raggiungibile dal tuo. E quale sarebbe? Chiese. Devo eliminare la tua squadra. Rispose l’altro.
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Thursday, December 4, 2008
INFORMAZIONE DISINFORMAZIONE
Ho scritto ad alcuni giornali nazionali e locali, riguardo al fenomeno sempre più diffuso di confondere il dare notizie per informare con il creare audience con notizie "bomba" non sempre attinenti ai fatti accaduti...
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Salve, sono un cittadino italiano che, per alcune vicissitudini personali, è entrato in contatto con la Thailandia, circa due anni fa. Ed ha molto apprezzato questa nazione.
Questo solare e civile paese è stato oggetto delle cronache allarmiste e disfattiste degli ultimi giorni, a causa delle occupazioni dell’aeroporto di Bangkok da parte di dimostranti dissidenti. Dissidenti, preciserei, verso un partito, al governo grazie a frodi elettive, e quindi coraggiosi oppositori all’ingiustizia per una democrazia sana e legittima. Ora, questo atto così estremo, visto che i tailandesi vivono principalmente di turismo, ed hanno corso il rischio di perdere le loro risorse, pur di ottenere giustizia, non andrebbe premiato e sostenuto, invece che criticato? Noi non siamo certo meglio, visto che alziamo la voce solo se ci si tocca lo stipendio, e mai per altre motivazioni, sicuramente altrettanto importanti per il benessere di un paese cosiddetto progredito?
Mi spiego meglio: noto un certo accanimento da parte dell’informazione, riguardo tutte le notizie che possono essere gossip e fare audience, dove sembra più importante lo scandalo dell’accaduto, l’allarmismo e il gridare alla tragedia, piuttosto che analizzare i fatti in modo oggettivo.
Questo scampanellare riguardo turisti “imprigionati” è sicuramente fuorviante. Sì, gli aerei non sono decollati, ma nessuno di loro è stato perseguitato, maltrattato, o carcerato, mi pare. Inoltre, immagino che, con il giusto spirito, questo inconveniente poteva essere vissuto in modo meno traumatico. In fin dei conti, a parte impegni di lavoro, questi turisti sono rimasti in un paese che offre loro risorse e servizi di qualità. Ma non voglio parlare di come avrei affrontato lo cosa io, di come sarei tornato in città e avrei aspettato visitando qualcosa o altro. Vorrei solo fare chiarezza sul fatto che ora, a causa di quel che è accaduto, sembra che la Thailandia sia diventata un paese sconsigliato e pericoloso. Perché l’informazione non precisa che non è così? Sono in costante contatto con alcuni nostri connazionali che, per scelte personali, hanno deciso di vivere in Thai, ovviamente lavorando nel settore del turismo. Il loro maggior allarme, così come per i locali, è la perdita di visite turistiche nelle vacanze Natalizie ed in tutta l’alta stagione, che proseguirà fino a Marzo inoltrato. Io credo sia doveroso, dopo aver gridato all’allarme, ottenendo il clamore mediatico desiderato, dare un’informazione reale e giusta sul fatto che in Thailandia, una volta ripristinato l’aeroporto, non si corrono rischi di nessun tipo, se non quelli di un qualunque viaggio intrapreso, e che è necessario aiutare un paese che ancora ha il coraggio di combattere per una giustizia sociale e politica, sostenendo le sue risorse ed incoraggiando il turismo, che è stato minato da questi accadimenti, per restituire a chi ne ha avuto un danno, la giusta rivalutazione dei fatti e nuove opportunità di continuare il proprio onesto lavoro.
Grazie
Sabatti Fausti Giancarlo, un lettore
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Salve, sono un cittadino italiano che, per alcune vicissitudini personali, è entrato in contatto con la Thailandia, circa due anni fa. Ed ha molto apprezzato questa nazione.
Questo solare e civile paese è stato oggetto delle cronache allarmiste e disfattiste degli ultimi giorni, a causa delle occupazioni dell’aeroporto di Bangkok da parte di dimostranti dissidenti. Dissidenti, preciserei, verso un partito, al governo grazie a frodi elettive, e quindi coraggiosi oppositori all’ingiustizia per una democrazia sana e legittima. Ora, questo atto così estremo, visto che i tailandesi vivono principalmente di turismo, ed hanno corso il rischio di perdere le loro risorse, pur di ottenere giustizia, non andrebbe premiato e sostenuto, invece che criticato? Noi non siamo certo meglio, visto che alziamo la voce solo se ci si tocca lo stipendio, e mai per altre motivazioni, sicuramente altrettanto importanti per il benessere di un paese cosiddetto progredito?
Mi spiego meglio: noto un certo accanimento da parte dell’informazione, riguardo tutte le notizie che possono essere gossip e fare audience, dove sembra più importante lo scandalo dell’accaduto, l’allarmismo e il gridare alla tragedia, piuttosto che analizzare i fatti in modo oggettivo.
Questo scampanellare riguardo turisti “imprigionati” è sicuramente fuorviante. Sì, gli aerei non sono decollati, ma nessuno di loro è stato perseguitato, maltrattato, o carcerato, mi pare. Inoltre, immagino che, con il giusto spirito, questo inconveniente poteva essere vissuto in modo meno traumatico. In fin dei conti, a parte impegni di lavoro, questi turisti sono rimasti in un paese che offre loro risorse e servizi di qualità. Ma non voglio parlare di come avrei affrontato lo cosa io, di come sarei tornato in città e avrei aspettato visitando qualcosa o altro. Vorrei solo fare chiarezza sul fatto che ora, a causa di quel che è accaduto, sembra che la Thailandia sia diventata un paese sconsigliato e pericoloso. Perché l’informazione non precisa che non è così? Sono in costante contatto con alcuni nostri connazionali che, per scelte personali, hanno deciso di vivere in Thai, ovviamente lavorando nel settore del turismo. Il loro maggior allarme, così come per i locali, è la perdita di visite turistiche nelle vacanze Natalizie ed in tutta l’alta stagione, che proseguirà fino a Marzo inoltrato. Io credo sia doveroso, dopo aver gridato all’allarme, ottenendo il clamore mediatico desiderato, dare un’informazione reale e giusta sul fatto che in Thailandia, una volta ripristinato l’aeroporto, non si corrono rischi di nessun tipo, se non quelli di un qualunque viaggio intrapreso, e che è necessario aiutare un paese che ancora ha il coraggio di combattere per una giustizia sociale e politica, sostenendo le sue risorse ed incoraggiando il turismo, che è stato minato da questi accadimenti, per restituire a chi ne ha avuto un danno, la giusta rivalutazione dei fatti e nuove opportunità di continuare il proprio onesto lavoro.
Grazie
Sabatti Fausti Giancarlo, un lettore
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Wednesday, December 3, 2008
L'ECONOMIA CHE NON GIRA PIU'
E, dopo più di mezzo secolo, finalmente, l'economia ha smesso di girare...o meglio, ha smesso di girare all'impazzata! Sì, perchè ovviemente non sono un untore, non gioisco affatto delle conseguenze che avvengono e che avverranno, sicuramente, e prevedibilmente, con un impatto maggiormente dannoso su di noi consumatori cosiddetti "finali", ma che sarebbe meglio chiamare "terminali", visto che non abbiamo speranze di salvarci. Dop le generazioni X e Beat, noi siamo la generazione "ninety", quelli a novanta, per capirci, perchè ogni cosa che succede ad ogni livello del frulatore economico impazzito finisce sempre col medesimo epilogo! Negli ultimi anni ho visto come progressivamente ogni novità, ogni piccolo punto guadagnato ed eroso dai consumatori, attenti, vigili, pronti, agli altri attori della catena alimentare del consumo, sono stati sempre, e puntualmente, smorzati e mutati in favore di chi stà in alto. Mi viene in mente, uno su molti, l'avvento delle auto diesel, e via tutti ad acquistarle, perchè il gasolio cotsta meno e rende di più (Il prezzo era 1.200 contro 600 lire! ). Non potendo ovviamente intervenire sul rendimento, scassandoci il motore, il vampiro sovrastante ha eliminato le differenze di prezzo. sapendo che un auto D costa di più da acquistare di una a benzina, e mantenerla ha costi maggiori, ecco fatto che i soldi tornano da dove sono venuti. et voilà! Così è! Ricordo le teorie studiate all'università, dove il possesso di informazioni di una sola delle parti era considerato reato (so called: informazione imperfetta!), e mi sovviene del perchè invece, non sia reato che noi abbiamo subìto bombardamenti mediatici e ipnosi di massa per favorire chi sapeva, e pagare per tutti. Sempre. Così è stato per le azioni, la finanza, i bond, Parmalat e Cirio, politiche varie ed eventuali, per i carburanti, le tecnologie e per i beni di consumo (..e non le elelnco altrimenti non finirei di citarne i casi, basti pensare al caro aspartame, prima tutti zitti poi adesso: via con le etichette "senza aspartame"...ma se cel avete dato fino a ieri in silenzio?? ma cosa credono, che noni ci accorgiamo che ci prendono in giro??!!) Per fortuna che c è la rete e una parvenza di informazione quasi libera, così che ha voglia può scoprire... Ho iniziato a capire che più una cosa è venduta come affare, e sicuramente sarà quella che ci farà più male. Sono ecologista da sempre, ed attivista per molte cause, ma mi fa terrore il gpl, perchè ora, mentre per dieci anni non sen è parlato mai, stranamente te lo regalano tutte le major, quindi è sicuro che ci dobbiamo aspettare il colpo di coda; non ho dubbi che, quando cel avranno venduto a tutti, magicamente costerà come il benzina! Idem il metano! Non è stato così per i prestiti? Nell ultimo anno mi sono arrivate centinaia di spam, volantini, proposte bancarie. tutti volevano prestarmi i soldi! Non li voglio, cazzo! Quando li ho compro, altrimenti no!! Fortuna che lo intuivo già! Infatti si è visto come è finita! Mi ricordo l'acquisto di lavatrice e tv per la mia casa, quanto tempo per convincere i commessi a poter pagare subito e in contanti!!!
Questa settimana, con la crisi ormai arrivata e insediata a casa (è già in pantofole, mi sa che ha capito che resterà un pò!!), mi sono successi degli episodi curiosi e sintomatici di quanto l'economia che gira ci ha reso, se possibile, peggiori. Numero uno: in un negozio di un centro commerciale (Ndr= nella stessa esperienza, invitato da un'amica, ho scoperto che recarsi ad un centro commerciale di domenica pomeriggio con la pioggia è da annoverarsi nella top five delle idee più del cazzo che uno possa avere! Ci ho messo un'ora per parcheggiare, alla fine in divieto di sosta, e arrivato alle porte scorrevoli, quando si sono aperte, la gente rotolava fuori!! Sono rimasto mezz'ora, poi ho mandato a cagare la mia amica e sono tornato a casa!), stavo acquistando degli occhiali da sole. Giunto alla cassa, mi accorgo di una grossa riga sull' interno di una lente, lateralmente. Chiedo se ci sono altre paia. Purtoppo no. Mi dico: via, una riga che sarà?! e propongo, li acquisto comunqe, se mi si fà un pò di sconto. Ovviamente, no! O li compro a prezzo pieno o la commessa li scarta. Ovvio, no?! Il peso tutto sul consumatore, oppure nessun compromesso! Li ho lasciti lì. Ma mi rode il culo pensando che quegli occhiali, creati per il solo fine di essere indossati, invece di realizzarlo, veranno gettati via...si, perchè di rifiuti non ne abbiamo già abbastanza! e io quando c è il sole non ci vedo, e li avrei voluti!!
Numero due: in un market, ci sono caschi in vendita. Io sono un motociclista, e ovviamente ne ho uno. Ma non ho il copricasco, una fodera in microfibra che lo ripara quando non lo si usa e che, quando comprai il mio casco, non c'era. Bè, noto che qualcuno ha acquistato l'ultimo casco in promozione, lasciando lì questa federa. Che fa proprio al caso mio. Dopo una breve meditazione, decido di agire "legalmente" e andare dalla cassiera con la mia spesa e il copricasco. Arrivato sul nasto, dico che l'ho rinvenuto dove c'erano le offerte, e che qualcuno l'ha lasciato lì. Posso pagarlo e tenerlo? Ovviemente, no!! La cassiera diceche lo prendo solo se c è un casco, altrimenti non si può. E il casco ovviemente, non c è più! Quindi finisce nel secchio della sua immondizia sotto la cassa! Non reagisco, perchè forse le aprirei il vaso di pandora di alcune consapevolezze, oltre che il culo! La considerazione è la stessa del caso numero uno! Il rodimento di culo anche! Perchè mentre lui marcisce nella pattumiera, io quando ripongo il casco devo star lì a fargli il turbante con gli stracci! Che sembra un casco Sikk! E io rivoglio i bottegai, prima persone che ingranaggi, che queste cose le avrebbero affrontate in un modo meno metodico , meno sistematico, meno programmatico. Umano, insomma! Perchè l'economia girevole a mò di frullatore, oltre a rendere girevoli anche le mie parti intime, ci ha fatto soprattutto dimenticare che la vita è un gioco, una bella avventura, un'emozione da vivere ed assaporare con spensieratezza e improvvisazione sul tema! Non una gara alla produzione Non al profitto. Non al consumo. Non alla burocrazia che svuota le teste e le anime. Per fortuna, dopo tutti i bastoni che gli abbiamo cercato di mettere in mezzo, si è autofagocitata! Si è fermata, da sola!
Questa settimana, con la crisi ormai arrivata e insediata a casa (è già in pantofole, mi sa che ha capito che resterà un pò!!), mi sono successi degli episodi curiosi e sintomatici di quanto l'economia che gira ci ha reso, se possibile, peggiori. Numero uno: in un negozio di un centro commerciale (Ndr= nella stessa esperienza, invitato da un'amica, ho scoperto che recarsi ad un centro commerciale di domenica pomeriggio con la pioggia è da annoverarsi nella top five delle idee più del cazzo che uno possa avere! Ci ho messo un'ora per parcheggiare, alla fine in divieto di sosta, e arrivato alle porte scorrevoli, quando si sono aperte, la gente rotolava fuori!! Sono rimasto mezz'ora, poi ho mandato a cagare la mia amica e sono tornato a casa!), stavo acquistando degli occhiali da sole. Giunto alla cassa, mi accorgo di una grossa riga sull' interno di una lente, lateralmente. Chiedo se ci sono altre paia. Purtoppo no. Mi dico: via, una riga che sarà?! e propongo, li acquisto comunqe, se mi si fà un pò di sconto. Ovviamente, no! O li compro a prezzo pieno o la commessa li scarta. Ovvio, no?! Il peso tutto sul consumatore, oppure nessun compromesso! Li ho lasciti lì. Ma mi rode il culo pensando che quegli occhiali, creati per il solo fine di essere indossati, invece di realizzarlo, veranno gettati via...si, perchè di rifiuti non ne abbiamo già abbastanza! e io quando c è il sole non ci vedo, e li avrei voluti!!
Numero due: in un market, ci sono caschi in vendita. Io sono un motociclista, e ovviamente ne ho uno. Ma non ho il copricasco, una fodera in microfibra che lo ripara quando non lo si usa e che, quando comprai il mio casco, non c'era. Bè, noto che qualcuno ha acquistato l'ultimo casco in promozione, lasciando lì questa federa. Che fa proprio al caso mio. Dopo una breve meditazione, decido di agire "legalmente" e andare dalla cassiera con la mia spesa e il copricasco. Arrivato sul nasto, dico che l'ho rinvenuto dove c'erano le offerte, e che qualcuno l'ha lasciato lì. Posso pagarlo e tenerlo? Ovviemente, no!! La cassiera diceche lo prendo solo se c è un casco, altrimenti non si può. E il casco ovviemente, non c è più! Quindi finisce nel secchio della sua immondizia sotto la cassa! Non reagisco, perchè forse le aprirei il vaso di pandora di alcune consapevolezze, oltre che il culo! La considerazione è la stessa del caso numero uno! Il rodimento di culo anche! Perchè mentre lui marcisce nella pattumiera, io quando ripongo il casco devo star lì a fargli il turbante con gli stracci! Che sembra un casco Sikk! E io rivoglio i bottegai, prima persone che ingranaggi, che queste cose le avrebbero affrontate in un modo meno metodico , meno sistematico, meno programmatico. Umano, insomma! Perchè l'economia girevole a mò di frullatore, oltre a rendere girevoli anche le mie parti intime, ci ha fatto soprattutto dimenticare che la vita è un gioco, una bella avventura, un'emozione da vivere ed assaporare con spensieratezza e improvvisazione sul tema! Non una gara alla produzione Non al profitto. Non al consumo. Non alla burocrazia che svuota le teste e le anime. Per fortuna, dopo tutti i bastoni che gli abbiamo cercato di mettere in mezzo, si è autofagocitata! Si è fermata, da sola!
Monday, November 17, 2008
PARTIGIANO DEL NUOVO MILLENNIO!
Le cose cambieranno? nessuno lo sà! Ma c è una cosa, una sola, che sò: che ognuno deve fare la sua parte, in questo gioco del mondo, affinchè la propria voce possa unirsi alle altre di coloro che credono in qualcosa di meglio, e cambiare le cose davvero...
Ieri sera parlavo con un caro amico del mondo, un pò così, en passant, in generale...ma questo mondo è bello o brutto? Forse, nè l'uno nè l'altro, in fondo è, e basta! Ma il mio approccio è quello di vederne la bellezza, certo, non la bruttezza...e coglierne gli aspetti migliori e più magici. Il fatto è questo però: sono cosciente che questo mondo è minacciato sempre più da forze che ne stanno distruggendo la bellezza, sconvolgendo il metabolismo, prosciugando la linfa vitale...un pò per egoismo, un pò per incoscienza, sembra ormai scordato il fatto che questo pianeta cel abbiamo in prestito, e non abbiamo diritto di distruggerne le meraviglie per interessi che riguardano private ed egoistiche ragioni. Se proprio, abbiamo degli obblighi verso il tutto che ci lascia esistere...in ogni caso, non abbiamo i diritti che sono stati, da qualcuno, presi, e saldamente aggrovigliati di tentacoli e spine.
Ricordo i racconti di mio nonno, soldato della seconda guerra mondiale al fronte russo, e poi, sbandato, partigiano sulle montagne valsabbine contro i tedeschi...
Com è che non sentiamo più un'appartenenza a ragioni superiori, come fecero i nostri nonni? Com è che ogniuno abbassa la testa e lascia fare, e non si ribella a queste cose che ci affliggono, e ci privano della nostra libertà? Libertà, di essere felici...al mondo è nostro il diritto di goderne la bellezza, di tutti quanti, non appannaggio esclusivo di qualcuno soltanto...
Non sentite questa voce, questo bisogno di riprendercelo? Bisogna alzarla, questa testa, dalla sabbia che ci hanno rovesciato in testa per non farci vedere, e che, francamente, puzza troppo ormai! Bisogna guardarci intorno, capire chi è che ci stà sommergendo di schifezza, e fermarlo!
Uniamo le forze, e riprendiamoci la bellezza!!
wake up! stand up! Stand up for our rights!
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