E, dopo più di mezzo secolo, finalmente, l'economia ha smesso di girare...o meglio, ha smesso di girare all'impazzata! Sì, perchè ovviemente non sono un untore, non gioisco affatto delle conseguenze che avvengono e che avverranno, sicuramente, e prevedibilmente, con un impatto maggiormente dannoso su di noi consumatori cosiddetti "finali", ma che sarebbe meglio chiamare "terminali", visto che non abbiamo speranze di salvarci. Dop le generazioni X e Beat, noi siamo la generazione "ninety", quelli a novanta, per capirci, perchè ogni cosa che succede ad ogni livello del frulatore economico impazzito finisce sempre col medesimo epilogo! Negli ultimi anni ho visto come progressivamente ogni novità, ogni piccolo punto guadagnato ed eroso dai consumatori, attenti, vigili, pronti, agli altri attori della catena alimentare del consumo, sono stati sempre, e puntualmente, smorzati e mutati in favore di chi stà in alto. Mi viene in mente, uno su molti, l'avvento delle auto diesel, e via tutti ad acquistarle, perchè il gasolio cotsta meno e rende di più (Il prezzo era 1.200 contro 600 lire! ). Non potendo ovviamente intervenire sul rendimento, scassandoci il motore, il vampiro sovrastante ha eliminato le differenze di prezzo. sapendo che un auto D costa di più da acquistare di una a benzina, e mantenerla ha costi maggiori, ecco fatto che i soldi tornano da dove sono venuti. et voilà! Così è! Ricordo le teorie studiate all'università, dove il possesso di informazioni di una sola delle parti era considerato reato (so called: informazione imperfetta!), e mi sovviene del perchè invece, non sia reato che noi abbiamo subìto bombardamenti mediatici e ipnosi di massa per favorire chi sapeva, e pagare per tutti. Sempre. Così è stato per le azioni, la finanza, i bond, Parmalat e Cirio, politiche varie ed eventuali, per i carburanti, le tecnologie e per i beni di consumo (..e non le elelnco altrimenti non finirei di citarne i casi, basti pensare al caro aspartame, prima tutti zitti poi adesso: via con le etichette "senza aspartame"...ma se cel avete dato fino a ieri in silenzio?? ma cosa credono, che noni ci accorgiamo che ci prendono in giro??!!) Per fortuna che c è la rete e una parvenza di informazione quasi libera, così che ha voglia può scoprire... Ho iniziato a capire che più una cosa è venduta come affare, e sicuramente sarà quella che ci farà più male. Sono ecologista da sempre, ed attivista per molte cause, ma mi fa terrore il gpl, perchè ora, mentre per dieci anni non sen è parlato mai, stranamente te lo regalano tutte le major, quindi è sicuro che ci dobbiamo aspettare il colpo di coda; non ho dubbi che, quando cel avranno venduto a tutti, magicamente costerà come il benzina! Idem il metano! Non è stato così per i prestiti? Nell ultimo anno mi sono arrivate centinaia di spam, volantini, proposte bancarie. tutti volevano prestarmi i soldi! Non li voglio, cazzo! Quando li ho compro, altrimenti no!! Fortuna che lo intuivo già! Infatti si è visto come è finita! Mi ricordo l'acquisto di lavatrice e tv per la mia casa, quanto tempo per convincere i commessi a poter pagare subito e in contanti!!!
Questa settimana, con la crisi ormai arrivata e insediata a casa (è già in pantofole, mi sa che ha capito che resterà un pò!!), mi sono successi degli episodi curiosi e sintomatici di quanto l'economia che gira ci ha reso, se possibile, peggiori. Numero uno: in un negozio di un centro commerciale (Ndr= nella stessa esperienza, invitato da un'amica, ho scoperto che recarsi ad un centro commerciale di domenica pomeriggio con la pioggia è da annoverarsi nella top five delle idee più del cazzo che uno possa avere! Ci ho messo un'ora per parcheggiare, alla fine in divieto di sosta, e arrivato alle porte scorrevoli, quando si sono aperte, la gente rotolava fuori!! Sono rimasto mezz'ora, poi ho mandato a cagare la mia amica e sono tornato a casa!), stavo acquistando degli occhiali da sole. Giunto alla cassa, mi accorgo di una grossa riga sull' interno di una lente, lateralmente. Chiedo se ci sono altre paia. Purtoppo no. Mi dico: via, una riga che sarà?! e propongo, li acquisto comunqe, se mi si fà un pò di sconto. Ovviamente, no! O li compro a prezzo pieno o la commessa li scarta. Ovvio, no?! Il peso tutto sul consumatore, oppure nessun compromesso! Li ho lasciti lì. Ma mi rode il culo pensando che quegli occhiali, creati per il solo fine di essere indossati, invece di realizzarlo, veranno gettati via...si, perchè di rifiuti non ne abbiamo già abbastanza! e io quando c è il sole non ci vedo, e li avrei voluti!!
Numero due: in un market, ci sono caschi in vendita. Io sono un motociclista, e ovviamente ne ho uno. Ma non ho il copricasco, una fodera in microfibra che lo ripara quando non lo si usa e che, quando comprai il mio casco, non c'era. Bè, noto che qualcuno ha acquistato l'ultimo casco in promozione, lasciando lì questa federa. Che fa proprio al caso mio. Dopo una breve meditazione, decido di agire "legalmente" e andare dalla cassiera con la mia spesa e il copricasco. Arrivato sul nasto, dico che l'ho rinvenuto dove c'erano le offerte, e che qualcuno l'ha lasciato lì. Posso pagarlo e tenerlo? Ovviemente, no!! La cassiera diceche lo prendo solo se c è un casco, altrimenti non si può. E il casco ovviemente, non c è più! Quindi finisce nel secchio della sua immondizia sotto la cassa! Non reagisco, perchè forse le aprirei il vaso di pandora di alcune consapevolezze, oltre che il culo! La considerazione è la stessa del caso numero uno! Il rodimento di culo anche! Perchè mentre lui marcisce nella pattumiera, io quando ripongo il casco devo star lì a fargli il turbante con gli stracci! Che sembra un casco Sikk! E io rivoglio i bottegai, prima persone che ingranaggi, che queste cose le avrebbero affrontate in un modo meno metodico , meno sistematico, meno programmatico. Umano, insomma! Perchè l'economia girevole a mò di frullatore, oltre a rendere girevoli anche le mie parti intime, ci ha fatto soprattutto dimenticare che la vita è un gioco, una bella avventura, un'emozione da vivere ed assaporare con spensieratezza e improvvisazione sul tema! Non una gara alla produzione Non al profitto. Non al consumo. Non alla burocrazia che svuota le teste e le anime. Per fortuna, dopo tutti i bastoni che gli abbiamo cercato di mettere in mezzo, si è autofagocitata! Si è fermata, da sola!
Wednesday, December 3, 2008
Monday, November 17, 2008
PARTIGIANO DEL NUOVO MILLENNIO!
Le cose cambieranno? nessuno lo sà! Ma c è una cosa, una sola, che sò: che ognuno deve fare la sua parte, in questo gioco del mondo, affinchè la propria voce possa unirsi alle altre di coloro che credono in qualcosa di meglio, e cambiare le cose davvero...
Ieri sera parlavo con un caro amico del mondo, un pò così, en passant, in generale...ma questo mondo è bello o brutto? Forse, nè l'uno nè l'altro, in fondo è, e basta! Ma il mio approccio è quello di vederne la bellezza, certo, non la bruttezza...e coglierne gli aspetti migliori e più magici. Il fatto è questo però: sono cosciente che questo mondo è minacciato sempre più da forze che ne stanno distruggendo la bellezza, sconvolgendo il metabolismo, prosciugando la linfa vitale...un pò per egoismo, un pò per incoscienza, sembra ormai scordato il fatto che questo pianeta cel abbiamo in prestito, e non abbiamo diritto di distruggerne le meraviglie per interessi che riguardano private ed egoistiche ragioni. Se proprio, abbiamo degli obblighi verso il tutto che ci lascia esistere...in ogni caso, non abbiamo i diritti che sono stati, da qualcuno, presi, e saldamente aggrovigliati di tentacoli e spine.
Ricordo i racconti di mio nonno, soldato della seconda guerra mondiale al fronte russo, e poi, sbandato, partigiano sulle montagne valsabbine contro i tedeschi...
Com è che non sentiamo più un'appartenenza a ragioni superiori, come fecero i nostri nonni? Com è che ogniuno abbassa la testa e lascia fare, e non si ribella a queste cose che ci affliggono, e ci privano della nostra libertà? Libertà, di essere felici...al mondo è nostro il diritto di goderne la bellezza, di tutti quanti, non appannaggio esclusivo di qualcuno soltanto...
Non sentite questa voce, questo bisogno di riprendercelo? Bisogna alzarla, questa testa, dalla sabbia che ci hanno rovesciato in testa per non farci vedere, e che, francamente, puzza troppo ormai! Bisogna guardarci intorno, capire chi è che ci stà sommergendo di schifezza, e fermarlo!
Uniamo le forze, e riprendiamoci la bellezza!!
wake up! stand up! Stand up for our rights!
Wednesday, November 12, 2008
la... che non c è...
Sono parecchio preoccupato per le nostre sorti ultimamente...C è qualcosa nell'aria, qualcosa di palese, anche se come un surround è un rumore di sottofondo, che devi concentrarti per sentirlo...ma una volta sentito, è chiaro e lampante!
Noi nn siamo liberi. E fin quì non è una novità, no?! Però mi sembra che le cose stiano peggiorando...i miei ultimi accadimenti mi hanno fatto riflettere parecchio su questo. Mentre ci tocca avere dei bisogni che non vorremmo, oltretutto nessuno ci tutela da chi ci incastra in meccanismi malati ed imprigionanti...e ogni sforzo fatto per avere un pò di autonomia, di libertà, viene respinto ed oltraggiato...
Nessuna forza che potrebbe esserci vicino negli intenti lo è, sono tutti troppo intenti a mangiarci addosso di più e a mungerci fino a quando non saremo prosciugati...negli ultimi due mesi ho devoluto più entrate a forze esterne che a me stesso, stringo i denti e i miei sogni si allontanano invece di avvicinarsi, i bastoni tra le ruote si moltiplicano, io annaspo invece di emergere perchè i miei obiettivi sono intralciati da vecchi dinosauri lenti ed anacronistici che, invece di aiutarci, così come sarebbe dovuto essere nel loro antico intento, ora rendono me schiavo dei loro movimenti.
Il nostro libero arbitrio non esiste più, se per ogni cosa che vogliamo fare le procedure ne superano abbondantemente il potere. E anche se facciamo sentire la nostra voce, non serve, perchè alla fine, proprio sull'ultimo rush, loro sanno come fermarci, perchè, in fin dei conti, lo possono fare...gli diedimo noi il potere di farlo...ed ora che se lo prendono, tutto ciò ci si riversa addosso...
Oggi ho letto che forse, passerà un d.l. che o mi farà chiudere il blog o mi farà pagare per averlo, e inoltre ne risponderò per ogni cosa che scrivo e che potrebbe non piacere. L'ultima, non certo la più grave, onta alla nostra voglia di cambiare, di migliorare, di estinguere questo dinosauro che purtroppo non ne vuole saprere di lasciare il passo.
Ma il fatto è questo, e anche se era da tempo che non ci pensavo, ora lo ricordo, ora lo sò bene: noi siamo nati liberi! E io voglio ritornarci!
Noi nn siamo liberi. E fin quì non è una novità, no?! Però mi sembra che le cose stiano peggiorando...i miei ultimi accadimenti mi hanno fatto riflettere parecchio su questo. Mentre ci tocca avere dei bisogni che non vorremmo, oltretutto nessuno ci tutela da chi ci incastra in meccanismi malati ed imprigionanti...e ogni sforzo fatto per avere un pò di autonomia, di libertà, viene respinto ed oltraggiato...
Nessuna forza che potrebbe esserci vicino negli intenti lo è, sono tutti troppo intenti a mangiarci addosso di più e a mungerci fino a quando non saremo prosciugati...negli ultimi due mesi ho devoluto più entrate a forze esterne che a me stesso, stringo i denti e i miei sogni si allontanano invece di avvicinarsi, i bastoni tra le ruote si moltiplicano, io annaspo invece di emergere perchè i miei obiettivi sono intralciati da vecchi dinosauri lenti ed anacronistici che, invece di aiutarci, così come sarebbe dovuto essere nel loro antico intento, ora rendono me schiavo dei loro movimenti.
Il nostro libero arbitrio non esiste più, se per ogni cosa che vogliamo fare le procedure ne superano abbondantemente il potere. E anche se facciamo sentire la nostra voce, non serve, perchè alla fine, proprio sull'ultimo rush, loro sanno come fermarci, perchè, in fin dei conti, lo possono fare...gli diedimo noi il potere di farlo...ed ora che se lo prendono, tutto ciò ci si riversa addosso...
Oggi ho letto che forse, passerà un d.l. che o mi farà chiudere il blog o mi farà pagare per averlo, e inoltre ne risponderò per ogni cosa che scrivo e che potrebbe non piacere. L'ultima, non certo la più grave, onta alla nostra voglia di cambiare, di migliorare, di estinguere questo dinosauro che purtroppo non ne vuole saprere di lasciare il passo.
Ma il fatto è questo, e anche se era da tempo che non ci pensavo, ora lo ricordo, ora lo sò bene: noi siamo nati liberi! E io voglio ritornarci!
Monday, November 3, 2008
DUE NOVEMBRE
Due novembre. Due ricorrenze. I morti e i Santi. Due categorie molto interessanti, queste. I primi perchè non ci sono più. I secondi perchè, a loro modo, hanno deciso di non esserlo.
In questa data è abbastanza frequente fare una visita ai cimiteri dove si trovano i propri cari od amici, ed è quello che ho fatto anche io...
E, camminando in un luogo così suggestivo come un cimitero, specie in una giornata uggiosa come lo era quella di questo due Novembre, è stato inevitabile fare delle riflessioni...
In effetti consiglio a tutti di farsi una passeggiata in un cimitero, ogni tanto. E' illuminante. Lo è, per noi che ancora siamo vivi, perchè inevitabilmente ce lo ricorda. Quanti nomi, dietro i quali si celano tante storie, che nemmeno ci possiamo immaginare, vi si trovano. A volte cerco di immaginarmi come possa essere stata una persona in base alla tomba che ha. Poi mi ricordo che, in verità, essa è stata decisa non certo da lui, e quindi forse chissà, nemmeno lo rispecchia. Sicuro, a lui non interessa più. A noi invece interessa ancora tutto quanto! Per questo camminando in un cimitero, si sente ancora di più la forza della vita , perchè, rispetto a chi non l'ha più, noi abbiamo ancora la possibilità di scegliere chi essere. E' da quì che parte la mia riflessione...perchè questo mi ha riportato alla mente l'immagine dei Santi. Indipendentemente dai personali credo e opinioni, un Santo è prima di tutto un uomo coerente, a tal punto convinto dei suoi pensieri da darne la vita in cambio. Ci sono "santi" di ogni tipo e in ogni civiltà, anche se non sono chiamati certo con l'appellativo d'uso comune cristiano. Poco importa, la sostanza rimane la stessa. Una volta ho letto questo trafiletto da qualche parte: "un eroe è semplicemente un uomo che prende atto della situazione, e fà ciò che deve essere fatto. Prendendo su di sè la responsabilità delle conseguenze". Che bellezza in queste parole! Ci sono delle cose che indubbiamente sentiamo nel nostro cuore come giuste, come un dovere, una chiamata. Vogliamo chiamarla giustizia? o etica? ...io credo sia solo il nostro dovere per saldare il debito che abbiamo verso questa vita che abbiamo avuto in prestito: come parte di un tutto, non saremmo niente senza il resto che ci circonda, e quindi, capendo il valore della nostra unicità, non possiamo non capire il valore della vita che pervade tutto quanto, del rispetto che dobbiamo portare a questa cosa e al dovere che abbiamo di difenderla da ogni situazione che la minacci. Sì, perchè per molto, forse già troppo tempo, l'egoismo ha dominato il nostro sistema, distruggendo questo nostro "tutto" in favore di miseri e meschini interessi. Quì, contro questa causa, i "santi" del mondo si sono battuti, consapevoli del valore di quell'idea che li faceva perseveranti, a costo di rischiare, e perdere, la stessa vita che avevano. Noi non siamo diversi da loro, nelle opportunità. Se mai, lo siamo nella coerenza. Perchè ogni giorno, non solo il due Novembre, vediamo coi nostri occhi la brutalità che distrugge questo nostro mondo, che annulla gli ideali, che fà a pezzi il nostro presente, rendendo vuoto il nostro futuro. Assistiamo sempre a questo, e a volte le occasioni ci mettono di fronte a situazioni in cui possiamo essere l'ago della bilancia. Possiamo decidere o esssere parte di un evento, di un accadimento, o anche solo di una piccola cosa, in cui però l'esito può dipendere da noi. E lì possiamo vedere davvero che cosa siamo. Abbiamo il coraggio di essere coerenti con la vita di cui godiamo? Oppure siamo dei codardi, che vogliono in cambio tutta la sua bellezza ma non abbiamo il coraggio di difenderla, quando essa è calpestata? I morti non possono più farlo. I santi lo hanno già fatto. Noi abbiamo l'occasione di farlo. Adesso.
In questa data è abbastanza frequente fare una visita ai cimiteri dove si trovano i propri cari od amici, ed è quello che ho fatto anche io...
E, camminando in un luogo così suggestivo come un cimitero, specie in una giornata uggiosa come lo era quella di questo due Novembre, è stato inevitabile fare delle riflessioni...
In effetti consiglio a tutti di farsi una passeggiata in un cimitero, ogni tanto. E' illuminante. Lo è, per noi che ancora siamo vivi, perchè inevitabilmente ce lo ricorda. Quanti nomi, dietro i quali si celano tante storie, che nemmeno ci possiamo immaginare, vi si trovano. A volte cerco di immaginarmi come possa essere stata una persona in base alla tomba che ha. Poi mi ricordo che, in verità, essa è stata decisa non certo da lui, e quindi forse chissà, nemmeno lo rispecchia. Sicuro, a lui non interessa più. A noi invece interessa ancora tutto quanto! Per questo camminando in un cimitero, si sente ancora di più la forza della vita , perchè, rispetto a chi non l'ha più, noi abbiamo ancora la possibilità di scegliere chi essere. E' da quì che parte la mia riflessione...perchè questo mi ha riportato alla mente l'immagine dei Santi. Indipendentemente dai personali credo e opinioni, un Santo è prima di tutto un uomo coerente, a tal punto convinto dei suoi pensieri da darne la vita in cambio. Ci sono "santi" di ogni tipo e in ogni civiltà, anche se non sono chiamati certo con l'appellativo d'uso comune cristiano. Poco importa, la sostanza rimane la stessa. Una volta ho letto questo trafiletto da qualche parte: "un eroe è semplicemente un uomo che prende atto della situazione, e fà ciò che deve essere fatto. Prendendo su di sè la responsabilità delle conseguenze". Che bellezza in queste parole! Ci sono delle cose che indubbiamente sentiamo nel nostro cuore come giuste, come un dovere, una chiamata. Vogliamo chiamarla giustizia? o etica? ...io credo sia solo il nostro dovere per saldare il debito che abbiamo verso questa vita che abbiamo avuto in prestito: come parte di un tutto, non saremmo niente senza il resto che ci circonda, e quindi, capendo il valore della nostra unicità, non possiamo non capire il valore della vita che pervade tutto quanto, del rispetto che dobbiamo portare a questa cosa e al dovere che abbiamo di difenderla da ogni situazione che la minacci. Sì, perchè per molto, forse già troppo tempo, l'egoismo ha dominato il nostro sistema, distruggendo questo nostro "tutto" in favore di miseri e meschini interessi. Quì, contro questa causa, i "santi" del mondo si sono battuti, consapevoli del valore di quell'idea che li faceva perseveranti, a costo di rischiare, e perdere, la stessa vita che avevano. Noi non siamo diversi da loro, nelle opportunità. Se mai, lo siamo nella coerenza. Perchè ogni giorno, non solo il due Novembre, vediamo coi nostri occhi la brutalità che distrugge questo nostro mondo, che annulla gli ideali, che fà a pezzi il nostro presente, rendendo vuoto il nostro futuro. Assistiamo sempre a questo, e a volte le occasioni ci mettono di fronte a situazioni in cui possiamo essere l'ago della bilancia. Possiamo decidere o esssere parte di un evento, di un accadimento, o anche solo di una piccola cosa, in cui però l'esito può dipendere da noi. E lì possiamo vedere davvero che cosa siamo. Abbiamo il coraggio di essere coerenti con la vita di cui godiamo? Oppure siamo dei codardi, che vogliono in cambio tutta la sua bellezza ma non abbiamo il coraggio di difenderla, quando essa è calpestata? I morti non possono più farlo. I santi lo hanno già fatto. Noi abbiamo l'occasione di farlo. Adesso.
Tuesday, October 28, 2008
SULLA PAURA
Scrivo di un argomento difficile, un pò tabù, di un argomento che fa paura. Anzi, della paura stessa. Parlare delle paure ci rende nudi, è difficile. Disarmante. E ci fa guardare dove noi non vorremmo mai gettar luce. Perchè affrontare questo fantasma? Perchè è necessario.Non vedo altre via d'uscita, alla ricerca di un pò di consapevolezza. In fondo dobbiamo conoscere i nostri nemici, alla foggia degli eroi greci, e dei racconti epici cinesi, in cui già questo proverbio aveva un forte senso. E se abbiamo un nemico in casa nostra, questo è la paura. La paura di chè? Non di qualcosa in particolare ovviamente, io parlo della paura in senso lato, come emozione, come emotività. Perchè c è? Certo, il retaggio biologico ci lascia ricordi di paure ataviche come quella del buio, zona di caccia dei predatori dei nostri antenati, o la paura del pericolo, quell annusare la situazione di rischio...ma c è un'altra paura, più sottile, più moderna; tutta umana, per così dire. La paura di essere felici. In fondo essere felici è un rischio serio. vuol dire giocarsela. Vuol dire anche tentare e non riuscire, e sapere che non si è riusciti per colpa nostra. E dover riprovare. Vuol dire la responsabilità di una vita intera sulle nostre spalle. E invece sapere che non è per colpa nostra ci rassicura..in fondo, che potavamo fare? Se il mondo va male, se non otteniamo ciò che vogliamo, è perchè il mondo è brutto e cattivo, non certo perchè noi abbiamo paura di giocarcela. E il mondo ci asseconda, specie in quest'ultimo periodo in cui brutto e cattivo lo è diventato sul serio. Di demoni cen è finchè vogliamo, ad infestarne la bellezza. Ma fondamentalmente il motivo di tutto ciò è perchè abbiamo paura di raccogliere la sfida, e questo blocca ogni meccanismo, in un mondo che non cambia. questa paura è l'anestetico dell'anima, ma l'anima ogni tanto si sveglia, e si fa sentire..Cos è questo malessere così diffuso? Questo fruscio di infelicità sotto la traccia della vita quotidiana? E' il risveglio di quest'anima che si guarda allo specchio, incatenata in un camice di forza che la paura gli ha legato addosso, e vede che tutto intorno va a rotoli e lei non fà nulla, mentre gli avvoltoi divorano i resti di quest'esistenza, prima di ripiombare nel sonno...
Allora, forse, è ora di smettere di avere paura! E come? E' ora di credere che a questa vita presa in prestito dobbiamo di più. Che la stiamo defraudando del suo contenuto più profondo, cioè la sua autorealizzazione. Ma questa vita non ci appartiene, cel hanno data solo per un pò, e non è per noi il giudizio di come trasformarla: noi ne siamo solo un'incresapatura sulla superficie, il nostro unico compito è quello di lasciarla esprimere. Non dobbiamo e non possiamo avere interessi egoistici, ma sapere che ogni nostro gesto e azione, che ogni dote che abbiamo ,ogni caratteristica, ogni qualità, non è che la forma di questa increspatura, e che il nostro dovere è di usarla per portare la vita dentro di noi dove è giusto che vada. Se pensiamo che un uomo può fare la differenza, nella sua minuscola essenza, allora non può essere altrimenti, che questa differenza non sia per lui, ma per la vita intera, per tutto quello che essa è, nel cerchio del mondo in cui ci lancia, come frecce scoccate dall'arco: la freccia deve andare, dovel'arco l'ha tirata. la nostra vita deve andare a chiudere il cerchio di sè stessa: alla sorgente, al tutto. Siamo granelli di sabbia, cellule del mondo, e nessuna cellula può agire per suo proprio interesse, ogniuna deve portare tutte le sue forze, qualunque caratteristica abbia, all'interesse del tutto a cui appartiene. Così deve essere per noi. Sapere questo ci rende liberi finalmente dal pensare che il fallimento sia in agguato. Di capire che possiamo diventare qualunque cosa vogliamo, poichè siamo strumenti di questa vita più grande. E poter smettere di pensare che non ci sia nulla da fare. Di redere che il nostro egoismo basti a renderci felici.E, soprattutto, dall'avere paura. Nessuna paura nell'essere una freccia che, qualunque strada percorra, stà andando a casa, verso la sua unica mete possibile: a colpire il bersaglio.
Allora, forse, è ora di smettere di avere paura! E come? E' ora di credere che a questa vita presa in prestito dobbiamo di più. Che la stiamo defraudando del suo contenuto più profondo, cioè la sua autorealizzazione. Ma questa vita non ci appartiene, cel hanno data solo per un pò, e non è per noi il giudizio di come trasformarla: noi ne siamo solo un'incresapatura sulla superficie, il nostro unico compito è quello di lasciarla esprimere. Non dobbiamo e non possiamo avere interessi egoistici, ma sapere che ogni nostro gesto e azione, che ogni dote che abbiamo ,ogni caratteristica, ogni qualità, non è che la forma di questa increspatura, e che il nostro dovere è di usarla per portare la vita dentro di noi dove è giusto che vada. Se pensiamo che un uomo può fare la differenza, nella sua minuscola essenza, allora non può essere altrimenti, che questa differenza non sia per lui, ma per la vita intera, per tutto quello che essa è, nel cerchio del mondo in cui ci lancia, come frecce scoccate dall'arco: la freccia deve andare, dovel'arco l'ha tirata. la nostra vita deve andare a chiudere il cerchio di sè stessa: alla sorgente, al tutto. Siamo granelli di sabbia, cellule del mondo, e nessuna cellula può agire per suo proprio interesse, ogniuna deve portare tutte le sue forze, qualunque caratteristica abbia, all'interesse del tutto a cui appartiene. Così deve essere per noi. Sapere questo ci rende liberi finalmente dal pensare che il fallimento sia in agguato. Di capire che possiamo diventare qualunque cosa vogliamo, poichè siamo strumenti di questa vita più grande. E poter smettere di pensare che non ci sia nulla da fare. Di redere che il nostro egoismo basti a renderci felici.E, soprattutto, dall'avere paura. Nessuna paura nell'essere una freccia che, qualunque strada percorra, stà andando a casa, verso la sua unica mete possibile: a colpire il bersaglio.
LAZARO ALZATI E CAMMINA
Dopo un lungo periodo di assenza torno finalmente a postare qualcosa sul Blog. La frenesia degli ultimi tempi mi ha portato a non averne il tempo, ma le cose da dire ci sono e ci saranno sempre.
L'importante è non perdere di vista l' obiettivo di centrare il presente, di non lasciarselo scappare via. Capita. Capita eccome. Ci sono troppe distrazioni, e la concentrazione spesso non è adeguata. Ma il binario si riincontra subito, quando questo pensiero attraversa la mente. Non trascuriamolo.
L'importante è non perdere di vista l' obiettivo di centrare il presente, di non lasciarselo scappare via. Capita. Capita eccome. Ci sono troppe distrazioni, e la concentrazione spesso non è adeguata. Ma il binario si riincontra subito, quando questo pensiero attraversa la mente. Non trascuriamolo.
Wednesday, April 2, 2008
piccoli uomini per grandi cose

Essere un pò anticlericale sembra essere un dovere morale di chi crede nell'importanza dello spirito...viste le cose che sono accadute nel mondo in nome di questo, ma senza dubbio non con il suo scopo. Certe volte però per fortuna accadono davvero eventi miracolosi, come l'opportunità di avere avuto negli anni passati un uomo di così grande forza innovatrice e rivoluzionaria. Questa è la via dello spirito, e senza dubbio una grandissima lezione di vita vissuta nel profondo!Amen
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